Protesi a rischio tumore». E la Toscana blocca gli interventi al seno

in Salute

L’ombra di un sospetto sulle protesi al seno di migliaia di donne toscane. Allergan, la multinazionale leader mondiale del settore, non ha ricevuto il rinnovo della certificazione europea per i suoi due modelli di protesi ruvide, le più diffuse sia tra le donne colpite da un tumore al seno e quindi oggetto di chirurgia ricostruttiva, sia tra quelle che si sono sottoposte alla chirurgia estetica. A non concedere il rinnovo, l’agenzia del farmaco francese, Ansm, sulla base del sospetto di una correlazione tra queste particolari protesi e un raro tipo di linfoma. Così, mercoledì sera la Regione Toscana ha comunicato la decisione precauzionale di sospendere tutti gli interventi previsti per ieri con questo tipo di supporto, 15 in tutto. E di ripartire con le operazioni chirurgiche solo da oggi, con i prodotti della seconda azienda nella gara d’appalto, la Mentor (di Johnson&Johnson), che già ieri pomeriggio ha messo a disposizione i suoi prodotti.per stabilire le procedure da seguire, contattando tutte le donne coinvolte. Sono molti anni che le protesi ruvide di Allergan sono usate in Toscana, ma i modelli attuali, quelli cui non è stata rinnovata la certificazione Ce, Microcell e Biocelll, in Toscana vengono acquistati dal 2015. Le protesi «testurizzate» sono le più diffuse e apprezzate, perché grazie alla loro superficie ruvida riducono il rischio di spostamenti anomali della protesi. Ma negli ultimi mesi, tra la Francia, l’Inghilterra e gli Stati Uniti, si discute della possibile correlazione tra i prodotti testurizzati di Allergan e il linfoma anaplastico a grandi cellule.

 

che danno credito al rapporto di causa-effetto, sulla base di un possibile effetto infiammatorio prodotto dalla superficie ruvida delle protesi (comprese quelli più vecchi di Microcell e Biocell). Ma nel mondo medico c’è molta prudenza, perché l’incidenza del linfoma anaplastico a basse cellule è estremamente basso, un caso ogni 24 mila donne: questo fa sì che la lieve differenza di incidenza che risulta tra chi è stata operata con le protesi sospette e tutte le altre donne possa essere anche una mera casualità statistica.

 

. E ieri ha creato la commissione d’inchiesta scientifica, che si riunirà già da oggi: ne fanno parte dirigenti dei settori regionali farmacia, reti cliniche e giuridico, un membro del centro di Rischio clinico, un medico di Estar e due medici specialisti. La commissione dovrà censire i casi, contattare tutte le donne coinvolte — migliaia, secondo una stima prudente — e invitarle a controlli clinici. Corriere. Nessuno al momento si esprime, ma sembra improbabile una corsa di massa verso la sala operatoria per l’impianto di nuove protesi: quel tipo di linfoma è molto raro e dà sintomi evidenti.