Omicidio del clochard Aldo a Palermo, confessa il sedicenne rom Il senzatetto colpito con una spranga per 25 euro.

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Non è stato ucciso a pugni come si pensava Aid Abdellah, detto Aldo, il clochard franco-maghrebino di 56 anni trovato morto nel suo giaciglio di cartoni sotto i Portici di Piazzale Ungheria a Palermo la mattina di lunedì 17 dicembre, bensì a colpi di spranga. Lo ha confessato il 16enne rom rumeno fermato per l’omicidio, dicendo di aver colpito l’uomo per rapinarlo di 25 euro. Tuttavia, ha affermato il ragazzo, non avrebbe avuto intenzione di ucciderlo. Fermato anche il suo complice: un ragazzino forse di 12 anni che è stato mostrato dalle telecamere di sorveglianza, entrare ed uscire con lui dai Portici la notte del delitto (ma non si vedono armi nelle loro mani).

La notte scorsa il maggiore dei due è stato portato al centro di prima accoglienza Malaspina in attesa di convalida del fermo. L’ordinanza nei suoi confronti, che tecnicamente è definita “di indiziato di delitto”, è stata eseguita dai carabinieri del nulla compagnia di Palermo piazza Verdi per decreto della procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni del capoluogo siculo. Nel pomeriggio di ieri, giovedì 20 dicembre, è finito in caserma per essere interrogato anche il più piccolo dei due ragazzi. Si cercano ora la spranga con la quale hanno colpito Aldo e il telefonino di quest’ultimo.

I funerali del senzatetto saranno celebrati domani, la mattina di sabato 22, quando si deciderà chi si incaricherà di pagarli: o l’amministrazione comunale di Palermo o una sottoscrizione di commercianti che avrebbero raccolto la somma necessaria. La salma di Aldo si trova attualmente all’obitorio dell’ospedale Policlinico, dove si assiste ad un via vai di gente che ha voluto salutarlo. L’uomo, infatti, si era fatto assai ben volere nella zona, e molti amici, che magari non si aspettava di avere, hanno lasciato fiori, lettere e biglietti nel luogo dove è stato ucciso. Nella foto, Aldo con il suo inseparabile gatto Helios.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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