Insulti razzisti e botte all’arbitro. No. Mai! La triste vicenda vissuta dal giovane arbitro di calcio Farhane Salah Eddine

in Le Brevi/Sport

Intollerabile sapere che durante una partita di calcio, qualsiasi esse sia, a un giocatore, al team. a chiunque sia nello stadio vengano gridati cori razzisti e vengano date “botte” perché di colore. Assolutamente no. Per questo motivo riportiamo la (triste, infame) storia di Farhane Salah Eddine, giovane arbitro di Vetralla che ha diretto l’incontro di Seconda categoria tra Aurora Viterbo e Virtus Marta, vinto dagli ospiti e costato alla squadra di casa tre espulsioni.Protagonista del gesto un calciatore, che al termine della partita ha raggiunto il direttore di gara e gli ha riversato addosso una serie di insulti razzisti, che col calcio non hanno veramente niente a che vedere. Insulti come: “Negro di merda”. “Tornatevene al paese vostro”. Oltre agli insulti razzisti, un’aggressione rabbiosa, con una serie di spinte e un calcio. Assurdo. Un calcio va dato all’ignoranza, va dato al razzismo, a calci vanno prese le persone che dimostrano essere animali più che esseri umani. E nemmeno sarebbe violenza, anzi, prenderli a calci sarebbe come usare “il bastone” consigliato da Platone a chi doveva iniziare ad educare i propri figli. Auguri, dunque, a Farhane Salah Eddine, il giovane arbitro, il giovane soprattutto.  A te tutta la nostra solidarietà.

Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

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