Salvini: “Hezbollah terroristi islamici”. Bene. Su questo giornale lo scriviamo ogni giorno

in Esteri/Le Brevi
Michel Aoun

Su questo sito web scriviamo e denunciamo da tempo che il Partito libanese Hezbollah è un’organizzazione terrorista, finanziata dall’Iran e da anni capace di colpire tutto il mondo con i propri attentati terroristi e colpevole di finanziarsi attraverso attività illegali che vanno dal traffico di droga e armi fino a toccare e inquinare l’alta finanza. Dunque, non possono che trovarci concordi le parole espresse da Matteo Salvini, vice presidente del Consiglio e ministro dell’Interno, che durante l’attuale visita in Israele ha pubblicato alcuni tweet e rilasciato dichiarazioni contro il Partito di Dio libanese  definiti da Salvini come terroristi islamici: “Chi vuole la pace, sostiene il diritto all’esistenza ed alla sicurezza di Israele. Sono appena stato ai confini nord col Libano, dove i terroristi islamici di Hezbollah scavano tunnel e armano missili per attaccare il baluardo della democrazia in questa regione”.

Intanto oggi, il presidente libanese Michel Aoun ha dichiarato che è intervenuto in uno stallo degli sforzi per formare un nuovo governo di unità nazionale, avvertendo il paese si trova di fronte a una “catastrofe”, se anche questo tentativo di riunificazione dovesse fallire e questo soprattutto a causa di Hezbollah che controlla quasi tutta la nazione ed è contrario a alla figura predominante e ben vista dall’occidente di Saad Hariri la cui famiglia ha a lungo dominato la politica sunnita libanese (da ricordare l’omicidio del padre di Saad, Rafīq). Il Libano, dunque, si trova di fronte a un catastrofe come ha detto il presidente Aoun aggiungendo: “I rischi sono maggiori di quanto possiamo sopportare”, in un evidente riferimento alle difficoltà che affliggono l’economia libanese fortemente indebitata. Grazie a Hezbollah. E l’Iran, of course…

S.H.D. e C.P.

 

 

Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

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