Rovigo, scuola non vuole la visita pre-natalizia del vescovo in nome della laicità Scoppia la polemica politica, che vede in prima fila la Lega

in Attualita'

Ci risiamo: ancora una volta una scuola pubblica rifiuta la visita pre-natalizia da parte di un vescovo in nome della propria “laicità”. Succede a Porto Tolle, in provincia di Rovigo, per decisione di un dirigente d’istituto, Fabio Cusin, 57 anni e insegnante da 25, che ha detto “no” all’arrivo di Mons. Adriano Tessarollo, Vescovo di Chioggia e del Delta, ritenendolo “inopportuno”.

Inevitabile lo scoppio della polemica politica. L’assessore all’Istruzione della Regione Veneto Elena Donazzan ha dichiarato che quella del preside “è stata una scelta assurda, illogica, figlia di un laicismo estremo e fazioso”. “Un vescovo impegnato in una visita pastorale in un territorio, che aveva già incontrato istituzioni, lavoratori, famiglie, fedeli e non, non rappresentava di certo un pericolo per la laicità della scuola italiana”. “La scuola è laica certo – ha aggiunto – ma non estranea al territorio, alla sua storia e alle sue tradizioni. Il vescovo non veniva certo per procacciare nuovi fedeli, o discriminare altre religioni: le visite pastorali servono per raccogliere le necessità di un territorio e metterle al centro dell’azione della Diocesi”.

Dello stesso avviso il presidente del Consiglio regionale Roberto Ciambetti (Lega Nord), che ha detto: “Non si difendono né la laicità, né la scuola chiudendo la porta in faccia al vescovo”. L’assessore Donazzan ha annunciato un’ispezione del Provveditorato nell’istituto comprensivo di Fabio Cusin, il quale, per chiarire la sua posizione, ha inviato una lettera direttamente al Vescovo, scrivendo tra l’altro di non aver ricevuto “alcuna richiesta dal Vescovado di Chioggia di un intervento o anche solo di una semplice presenza del Vescovo a a Scuola”. Ciò gli è stato “prospettato come possibilità” dalla ex preside, Gabriella Di Mascio, e successivamente richiesto dal sindaco Roberto Pizzoli. In ogni caso il dirigente scolastico ha confermato che “effettivamente risposi che, essendo la scuola laica, ritenevo inopportuna la presenza di un rappresentante di una confessione religiosa, seppure largamente maggioritaria come la Religione Cattolica, a meno che non fosse prevista una specifica attività didattica che lo richiedesse, nel rispetto del pieno pluralismo delle idee … Penso ad un confronto inter – religioso o a dibattiti con personalità prive di credo religioso” e comunque “chi vuole” incontrare il vescovo, “lo incontri fuori dalla scuola”. Perché “Lo Stato Italiano, del quale le Scuole Pubbliche sono amministrazioni autonome, è laico, aconfessionale. Non è scritto esplicitamente nella Costituzione, come avviene per altri Paesi Europei, ma lo si evince facilmente dalla lettura di diversi articoli della Carta. Per esempio il n. 7: ‘Lo Stato e la Chiesa Cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi…..’; o il n. 8: ‘Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze’. Se ne deduce che le Scuole Pubbliche sono anch’esse laiche e aconfessionali”.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Ultime da Attualita'

Vai a Inizio pagina