TOSCANI INSULTA GIORGIA MA LEGA E SINISTRA TACCIONO

in Politica

Al Pd si iscrisse trascinando un quadro con la foto di Antonio Gramsci. Non trovò quella di Stalin, più confacente alla sua indole.

 

Oliviero Toscani deve aver ingaggiato una gara di raffinata intelligenza con Vauro, altro scienziato della cultura rossa: ma se fai a testa o croce tra i due, la monetina resta per aria. La materia grigia va in esaurimento.

 

Quanto è stato capace di dire ieri Toscani su Giorgia Meloni è demenziale e non fa ridere nessuno; poveraccio, non si rende conto che razza di epiteto – “ritardata” – ha tirato fuori su una condizione che invece riguarda la sofferenza di tantissime famiglie che davvero non meritano di essere usate come insulto politico. E ovviamente non potevano mancare “brutta e volgare”.

 

Se lo dicessi io di Laura Boldrini verrebbe giù il mondo politicamente corretto. Ma nemmeno la ex presidente della Camera è riuscita a sbiascicare una parola di censura forte, totale, senza dubbi, verso il radical-scemo che si è preso la briga di attaccare in maniera insensata Giorgia Meloni. Non dico Saviano, ma nemmeno la Kyenge. O la Boschi. O la plurivittima Alessia Morani. Silenzio. Omertà. Godimento, magari.

francescostorace.eu

UN CAFFÈ DA STORACE

TOSCANI INSULTA GIORGIA MA LEGA E SINISTRA TACCIONO

DI FRANCESCO STORACE · PUBBLICATO 5 DICEMBRE 2018 · AGGIORNATO 5 DICEMBRE 2018

 

 

Al Pd si iscrisse trascinando un quadro con la foto di Antonio Gramsci. Non trovò quella di Stalin, più confacente alla sua indole.

 

Oliviero Toscani deve aver ingaggiato una gara di raffinata intelligenza con Vauro, altro scienziato della cultura rossa: ma se fai a testa o croce tra i due, la monetina resta per aria. La materia grigia va in esaurimento.

 

Quanto è stato capace di dire ieri Toscani su Giorgia Meloni è demenziale e non fa ridere nessuno; poveraccio, non si rende conto che razza di epiteto – “ritardata” – ha tirato fuori su una condizione che invece riguarda la sofferenza di tantissime famiglie che davvero non meritano di essere usate come insulto politico. E ovviamente non potevano mancare “brutta e volgare”.

 

Se lo dicessi io di Laura Boldrini verrebbe giù il mondo politicamente corretto. Ma nemmeno la ex presidente della Camera è riuscita a sbiascicare una parola di censura forte, totale, senza dubbi, verso il radical-scemo che si è preso la briga di attaccare in maniera insensata Giorgia Meloni. Non dico Saviano, ma nemmeno la Kyenge. O la Boschi. O la plurivittima Alessia Morani. Silenzio. Omertà. Godimento, magari.

 

 

Perché a sinistra sono fatti e fatte così, guai a toccare una di loro e ti ritrovi nella pregiata categoria hater. Se al contrario viene presa di petto una donna di destra, peraltro una leader come la Meloni, bocche cucite, professione indiano. Probabilmente ora dovremo attenderci un selfie del fotografo con tanto di sorriso demenziale per la bravata che ha fatto indignare tanti di noi. Ma anche questo ormai sarebbe il minimo: da tempo questa nostra Italia ha smesso di essere un paese per persone serie.

 

Purtroppo, sarà difficile registrare solidarietà tra i sinistri che siedono in Parlamento, che ieri sembravano colti da paresi alla lingua: Pd, Leu, e persino i preferiti dai centri sociali, i Cinque stelle.

 

Fico muto, ovviamente.

 

Peccato che non abbiano avuto modo di pronunciare qualche parolina di solidarietà alla Meloni nemmeno Salvini, i leghisti, i loro numerosi socialmen, come ha avuto modo di notare Guido Crosetto. Sarebbe bastato poco: un post, un tweet – che ha pure meno caratteri da utilizzare – un pensiero. Invece nulla, ed è la voce la cui assenza fa più male di tutte le altre.

 

Perché nessuno di noi si è mai sottratto nel fare fronte comune rispetto agli attacchi volgari della sinistra quando ad essere toccati sono proprio i leghisti, a cominciare dal loro capo (in serata anche lui qualificato come imbecille dal fotografo…).

 

Sono gli argomenti usati da Toscani a ferire. E non vorremmo che essere donna si sia trasformato in una colpa da pagare anche in certi ambienti; soprattutto se si parla di una donna non sottomessa. Ci possono essere pure momenti di tensione in politica: ma non manchi mai l’abbraccio sincero a chi comunque sta da questa parte della barricata. Se l’abbraccio non c’è, viene il dubbio che si sia scelta irreversibilmente una barricata opposta.

 

Magari oggi Salvini ci sorprenderà e spiegherà che era troppo preso da una polemica che si poteva risparmiare col procuratore Spataro.

 

Ma anche lui ha il dovere della solidarietà. I voti del 4 marzo li ha presi assieme a Giorgia Meloni e non ad Oliviero Toscani.

Francesco Storace

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