Egitto, verso la regolarizzazione di 168 tra chiese e luoghi di culto cristiani Il premier: “Continuare con lo studio dei dossier per proseguire”.

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Il comitato ministeriale del governo egiziano conferma l’intenzione di voler regolarizzare quasi 200 chiese e luoghi di culto cristiani in base a quanto previsto “dalla legge sui luoghi di culto irregolari approvata un anno e mezzo fa”. Lo rende noto ad Asia News padre Rafic Greiche, portavoce della Chiesa cattolica de Il Cairo, il quale definisce la notizia “molto positiva”.

La commissione, con a capo il premier e ministro per gli Alloggi Mostafa Madbouly, ha già “legalizzato” 151 chiese che ne avevano fatto richiesta, mentre altre 17 attendono l’arrivo di tutti i documenti necessari. Si tratta dunque di una “questione amministrativa”, ha detto padre Greiche, una questione amministrativa a vantaggio della minoranza cristiana ancora discriminata e sotto attacco.

Alla seduta che ha autorizzato il provvedimento, hanno partecipato esponenti del ministero della Giustizia, delle Antichità e degli Affari col Parlamento. Il primo ministro ha inoltre disposto che si continuassero a studiare i dossier per regolarizzare altri luoghi di culto cristiani.

Già nell’aprile scorso ne erano stati “approvati” 166 e con un iter accelerato. Nel 2016 una riforma a riguardo ha reso tutto più semplice di quanto non fosse prima.

Fra il 2016 e il 2017 numerosi sono stati gli attentati di matrice islamica alla comunità cristiana copta, attacchi in conseguenza dei quali nell’ottobre scorso erano state condannate a morte 17 persone. Tuttavia ciò non ha dissuaso un commando dell’Isis dal compiere un nuovo attentato il 2 novembre scorso. Colpito un bus di pellegrini a Minya, a 200 chilometri a sud de Il Cairo, causando almeno 10 morti e diversi feriti. Su Twitter il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi aveva augurato una pronta guarigione ai feriti e sottolineato “la nostra determinazione nel combattere il terrorismo e perseguire i responsabili”.

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