Pontedera, dietro associazione culturale si nasconde un night club: casalinghe indotte a prostituirsi Condannata la “presidente”, una giovane di Arezzo.

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Condanna a 4 anni di reclusione con rito abbreviato per una giovane aretina accusata di aver aperto un night club sotto le mentite spoglie di un’associazione culturale, dove diverse donne, italiane, alcune casalinghe, venivano costrette a prostituirsi. L’accusa aveva chiesto per la ragazza 2 anni e 10 mesi proprio per sfruttamento della prostituzione. Il locale si chiamava “Valentine” e si trovava a Pontedera (Pisa), in località La Bianca.

L’attività illecita è stata scoperta dai carabinieri del posto, che hanno condotto un’operazione denominata “Lucifera”, come si faceva chiamare la giovane arrestata. Il “Valentine” era stato aperto poco più di un anno fa ed aveva già 700 soci, tra cui frequentatori abituali. Alcuni sono stati chiamati a testimoniare in tribunale.

Una ventina le donne fatte prostituire. I loro incontri con i clienti avvenivano nel locale o anche in un appartamento di un 52enne italiano, residente a Livorno e di origine campana, e della sua compagna, una giovane rumena di 32 anni. Condannato anche un uomo della Valdera, zona che comprende alcuni comuni in provincia di Pisa, tra cui appunto Pontedera. Le loro richieste di patteggiamento sono state rigettate dal giudice. L’appello è previsto per il marzo prossimo.

I costi del locale? Le donne sfruttate guadagnavano pochissimo, per esempio 40 euro per un’orgia con sei o sette uomini; bisognava iscriversi o ovviamente pagare il biglietto, che andava dai 50 agli 80 euro. Con il biglietto, i clienti ricevevano il tagliando per la consumazione e tre preservativi.