LIBIA, L’ITALIA SI OPPONGA AL QATAR E AI FRATELLI MUSULMANI

in Editoriale

 

di Souad Sbai

Le relazioni con il Qatar si fanno sempre più pericolose per l’Italia. Non solo sul piano dell’aumento dell’insicurezza interna dovuto all’avanzata dell’agenda estremista dei Fratelli Musulmani, che si avvalgono del sostegno finanziario e della copertura politica degli emiri di Doha. Anche sul versante estero, la scelta del Qatar come interlocutore privilegiato nel Mediterraneo e in Medio Oriente si sta rivelando sempre più controproducente per gli interessi strategici nazionali. Il caso della Libia è emblematico.

 

La stabilizzazione del Paese è di vitale importanza per l’Italia, sia in termini di sicurezza contro il terrorismo jihadista, che per la questione migranti e gli approvvigionamenti energetici. Tuttavia, le fazioni politiche e le milizie armate espressione dei Fratelli Musulmani verso cui continuano a propendere tutti i governi di Roma sin dalla caduta di Gheddafi, hanno dato prova di essere “canaglie” almeno tanto quanto gli Stati che li sponsorizzano: il Qatar, appunto, e il suo grande alleato, la Turchia islamista di Recep Tayyip Erdoğan.

 

Sono stati infatti i Fratelli Musulmani a far deragliare il processo che sotto l’egida delle Nazioni Unite avrebbe dovuto condurre la Libia alla riconciliazione nazionale, a partire dal rifiuto di accettare la sconfitta alle elezioni del giugno 2014. Le milizie di “Fajr Libya”, l’Alba Libica della Fratellanza, hanno costretto i vincitori a fuggire da Tripoli e a spostare il parlamento a sud-est, nella città di Tobruk, divenuta poi roccaforte del generale Khalifa Haftar, capo dell’esercito regolare e strenuo oppositore della Fratellanza.

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