Cisterna di Latina ricorda Desirée Mariottini, Alessia e Martina Capasso con 10.000 rose in lana Toccante lettera di Antonietta Gargiulo, madre delle due sorelline uccise dal padre carabiniere

in Cronaca

L’Italia e Cisterna di Latina sono ancora sconvolte dalla morte di Desirée Mariottini, la 16enne morta nel quartiere romano di San Lorenzo nella notte tra giovedì 18 e venerdì 19 ottobre, dopo essere stata imbottita di droghe e farmaci e stuprata. Nello stesso comune in provincia di Latina venerdì 28 febbraio erano state uccise a colpi di pistola dal padre carabiniere, Luigi Capasso, le sorelline Alessia e Martina, rispettivamente di 14 e 8 anni, alle quali l’uomo aveva tolto la vita dopo averle tenute segregate in casa 9 ore per vendetta nei confronti della moglie, Antonietta Gargiulo, che voleva separarsi da lui. La donna è sopravvissuta.

Il paese ha deciso di ricordare queste tre giovanissime vittime con una manifestazione, che ha avuto luogo domenica 2 dicembre. L’evento, intitolato “Cisterna in marcia per dire basta” e organizzato dal Comune, dalla Pro Loco e da organismi come Consulta delle Donne e Sostegno Donna Cisterna, era previsto per il 25 novembre, Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne, ma è stato posticipato a causa del maltempo.

Nel centro di Cisterna di Latina, sotto i portici dell’ex sede comunale, è stata inaugurata una panchina rossa, simbolo della violenza sulle donne, sulla quale si è seduta in silenzio la signora Barbara Mariottini, mamma di Desirée, ricevendo applausi di affetto e solidarietà.

In seguito un corteo di ragazzi ha marciato fino a Palazzo Caetani, simbolo culturale in piazza XIX Marzo, portando sul viso una maschera di colore bianco, simbolo di innocenza, e poi sono state poste per terra 10.000 rose in lana bianca formando il disegno di un mandala, una sorta di disco simbolo del cosmo della tradizione buddista e induista. I fiori sono stati realizzati da volontarie che vivono in tutta Italia, commissionati dall’associazione locale Latinaknitcrochet in collaborazione con Gomitolo Rosa, Magliuomini e Sul Filo dell’Arte.

Antonietta Gargiulo ha inviato una lettera aperta per ringraziare la cittadinanza della manifestazione indetta anche in ricordo delle sue figlie. Nella missiva ha scritto: “Il mio sogno è che quello che è successo a me e alle mie figlie non si ripeta mai più, che le donne siano ascoltate dalle autorità e tutelate per non avere più paura. Che nessun bambino debba assistere a violenza e morte in casa sua e in nessun altro, posto perché nessuno sotto questo cielo ha diritto sulla vita di un altro. Il mio sogno è che la società intorno sia più sensibile e dia sostegno a chi vive questo dramma, il mio sogno è che ci siano strutture che accolgano donne e bambini che scappano dalla violenza, che ci siano più controlli sistematici e periodici per chi possiede le armi, soprattutto da un punto di vista medico e clinico. Sogno che ci siano più leggi a tutela delle donne e dei bambini in Italia perché la denuncia o un’ordinanza di un giudice non ti difende da chi ha deciso di ucciderti. Questo è il mio sogno, che nella nostra società mai più si verifichino fatti del genere e sognare è per i coraggiosi”.

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