Tunisia, il Presidente Essebsi minacciato da Ennahda: il partito della Fratellanza Musulmana I seguaci tunisini di Al Banna, appoggiati dal Qatar, rivelano il loro vero volto estremista e violento

in Esteri/Le Brevi

Il presidente della Tunisia, Beji Caid Essebsi, si è sentito “minacciato personalmente” dal movimento islamico Ennahda espressione della Fratellanza Musulmana.  Lo riportano vari media locali citati dall’emittente satellitare “al Arabiya” che hanno raccolto le dichiazione di Essebsi durante l’incontro del Consiglio di sicurezza nazionale al Palazzo Presidenziale di Cartagine.

I media locali hanno riferito che il presidente tunisino ha detto durante l’incontro che la recente dichiarazione del Partito del Movimento di Ennahda in cui denunciava un comunicato stampa pubblicato dalla presidenza del paese recante una dichiarazione di uno dei membri della squadra di difesa degli oppositori politici assassinati Chokri Belaid e Mohamed Brahmi nel 2013, dopo il suo incontro con lui, comporta una diretta minaccia per lui personalmente.


Il presidente tunisino ha detto che non lo permetterà e l’ultima parola è per il sistema giudiziario, secondo quanto riferito dai media locali.

Il presidente Beji Caid Essebsi ha aggiunto che è disposto a ricevere tutte le parti politiche senza eccezione come presidente della Tunisia, sottolineando che “quello che mi era stato spiegato dal gruppo di difesa legale dei martiri Chokri Belaid e Mohamed Brahmi, era ragionevole”.

Il presidente tunisino ha confermato che il gruppo di difesa gli ha consegnato un “volume” di documenti relativi a ciò che è noto come l’ apparato segreto del movimento Ennahda , sottolineando che il soggetto di questo apparato è diventato noto a tutto il mondo e che oramai “non è più un segreto” .

S.H.D. e C.P.


Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

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