USA: mormoni tra poligamia e incesti

in Esteri/Le Brevi
Esponente mormone con mogli e figli a seguito

A soli 15 anni è stata costretta a sposarsi con suo cugino di 19 anni, diventando la sua seconda moglie. Perché lei appartiene a una famiglia mormone, dunque, essendo donna è proprietà del proprio padri e del proprio marito. “Appena mi sono sposata, volevo scappare, non solo da mio marito, ma dall’ordine – racconta Juliana – nessuna di noi avrebbe voluto sposarsi, ma è quello che loro si aspettano da un donna”. È la storia di Juliana Johonson, 35 anni, ex membro della setta “Il Kingston Clan”e figlia di Paul Elden Kingston che ne è capo e fondatore.

Ci troviamo negli Stati Uniti, Utah, lo Stato con la più alta percentuale di Mormoni, una confessione religiosa che pratica la poligamia, e dove “Il Kingston Clan” è una delle più famose e influenti famiglie mormoniche che oltre a esercitare liberamente la poligamia o meglio, la poliginia (cioè alla pratica che prevede che gli uomini abbiano più di una moglie), pratica l’incesto e sfrutta finanziariamente i suoi membri i quali sono ben lieti di appartenere ad una comunità dove si organizzano unioni fra ragazzine minorenni e parenti più anziani, contando adesso più di 4000 persone che contrariamente alla chiesa mormone ufficiale, vestono in modo moderno e conducono una vita all’apparenza normale. Solo all’apparenza, perché se andiamo a leggere un’intervista a Juliana Johonson pubblicata su Vice, scopriamo che “le donne devono garantire una numerosa prole ai propri mariti. Anche se non è necessariamente una regola ti offre la possibilità di diventare la moglie favorita se riesci ad avere almeno un bambino all’anno”.

Come accade spesso, però, le regole dell’uomo cozzano con leggi della natura. Infatti, quando si è scoperto, che Julianna, nata con gravi complicazioni di salute, era incapace di concepire, la famiglia ha iniziato ad isolarla e ad escluderla dal gruppo come se in lei ci fosse qualcosa che non andasse bene.

Ed effettivamente, “qualcosa che non andasse bene” c’era, infatti, rimanendo sempre negli Usa, ancora al confine tra lo Utah e l’Arizona, troviamo un’altra comunità di religiosi dove la poligamia è una pratica comune e dove, per questa ragione, è comune anche una rara malattia genetica, l’aciduria fumarica, anche detta deficit di fumarasi. Loro appartengono alla Chiesa Fondamentalista di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni, che fece parte della chiesa mormone più o meno fino al 1935 e di cui ne è stato leader Warren Jeffs che aveva molte mogli (almeno 40), quasi tutte minorenni, la più piccola Merrianne, sposata a 12 anni e deflorata la notte stessa sotto gli occhi delle altre mogli. E’ accusato di stupro anche da sua nipote, che all’epoca del fattaccio aveva 5 anni. Per entrare nei meandri di questo luogo infernale riportiamo un articolo de Il Post dove viene descritto in maniera esaustiva l’inferno sulla terra che fanno vivere questi uomini che promettono il Paradiso.

Leggiamo, allora, cosa viene scritto su Il Post: Anche se negli Stati Uniti solo il primo matrimonio avvenuto in queste famiglie è considerato valido, la comunità di Short Creek (che oggi conta circa 7.700 persone) continua tuttora a praticare la poligamia: in quasi tutte le famiglie ci sono almeno tre mogli, perché secondo la setta è il numero indispensabile per andare in paradiso.

Ma questa pratica ha avuto come conseguenza la diffusione di una malattia genetica che nel resto del mondo è rarissima. L’aciduria fumarica è una malattia rara incurabile, che causa disabilità fisiche e mentali e si può diagnosticare anche nei bambini molto piccoli. Colpisce il metabolismo e lo rende molto meno efficiente rispetto alle persone sane: l’enzima fumarasi, che in chi ha l’aciduria fumarica è scarso, ha la funzione di portare energia alle cellule del corpo e quindi è fondamentale tra le altre cose per la salute del cervello, che consuma il 20 per cento dell’energia fornita al corpo con l’alimentazione. Le persone che sono affette da questa malattia nella maggior parte dei casi non riescono a stare sedute e ovviamente a camminare, né a parlare. Hanno inoltre alcune caratteristiche fisiche particolari, come una fronte prominente, orecchie basse e arrotondate, occhi molto distanziati e mento piccolo.
Nel 1990 il pediatra Theodore Tarby diagnosticò la malattia a un bambino della comunità di Short Creek e in poco tempo scoprì che altri otto bambini della comunità, con età compresa tra i venti mesi e i dodici anni, ce l’avevano. Tra i mormoni fondamentalisti di Colorado City e Hildale la probabilità di nascere con l’aciduria fumarica è più di un milione di volte maggiore rispetto alla media mondiale.
La ragione per cui la poligamia ha un ruolo in tutto questo c’entra con la genetica. L’aciduria fumarica è causata dalla presenza di un gene recessivo, che ha un effetto sulla persona che ce l’ha nel DNA solo se è presente due volte, cioè se gli è stato trasmesso da entrambi i genitori. In caso contrario, la persona è un portatore sano, che a sua volta può trasmetterlo ai suoi figli con una probabilità del 50 per cento. Dopo generazioni di poligamia e isolamento rispetto al resto del mondo in una piccola comunità, le probabilità di essere affetti da questa malattia sono cresciute molto per una banale questione aritmetica: un piccolo numero di uomini ha un “impatto genetico” molto più alto sulle generazioni successive.
Lo spiega bene un articolo pubblicato sulla sezione Future del sito di BBC, partendo dall’esempio di Brigham Young, un importante membro della chiesa mormone vissuto nell’Ottocento che tra le altre cose fondò Salt Lake City: grazie alla poligamia ebbe più di quaranta figli e da questi 204 nipoti e 745 bisnipoti. Nel 1982 si stimò che i suoi discendenti diretti fossero almeno cinquemila. Anche a Short Creek i discendenti dei patriarchi della comunità, Joseph Jessop e John Barlow, sono tantissimi e costituiscono la maggior parte della popolazione, perché in una comunità così piccola e isolata i matrimoni tra cugini sono inevitabili: nel 2007 è stato calcolato che tra il 75 e l’80 per cento degli abitanti di Colorado City e Hildale discendono dai due fondatori della comunità, Jessop e Barlow. Non a caso Jessop e Barlow sono i due cognomi più comuni a Short Creek. L’effetto è amplificato anche dal fatto che la comunità di Short Creek ripudia una certa percentuale di ragazzi maschi per mantenere il rapporto numerico tra uomini e donne (che deve consentire che ci siano più donne disponibili per ciascun uomo). Sono chiamati lost boys: solitamente vengono abbandonati dalle proprie madri, lungo le autostrade, di notte, usando come scusa un comportamento scorretto.
L’aciduria fumarica ha più probabilità di comparire nei membri della comunità di Short Creek perché la poligamia ha ridotto notevolmente la diversità genetica della popolazione, rendendo molto più probabile la trasmissione del gene responsabile della malattia e quindi i casi in cui una persona lo riceve sia dalla madre che dal padre. Il gene della malattia è stato rintracciato fino alla famiglia di Joseph Jessop: o lui o la sua prima moglie Martha Yeates dovevano esserne portatori sani. Insieme ebbero quattordici figli e una delle figlie femmine sposò l’altro fondatore di Short Creek, John Barlow. Si stima che a Short Creek migliaia di persone abbiano il gene dell’aciduria fumarica.
Problemi simili a questo sono presenti anche in altre comunità in cui la poligamia è una pratica diffusa, ad esempio in alcuni paesi dell’Africa occidentale. Secondo uno studio pubblicato nel 2015, in Camerun ci sono alcune comunità poligame in cui un numero particolarmente alto di persone è affetto da balbuzie: sembra che sia dovuto a un gene molto raro, anche se i ricercatori non si sono spinti a sostenere che la sua frequenza sia legata alla poligamia.
L’articolo di BBC sottolinea come tutta questa storia abbia anche un lato positivo, che però non riguarda né i mormoni fondamentalisti, né le altre comunità poligame isolate. Visto che per gli scienziati è impossibile scoprire gli effetti dei geni recessivi nelle persone in cui questi non hanno effetto, studiare queste comunità è l’unico modo per individuare i geni che causano delle malattie. Nello Utah, grazie allo stile di vita dei mormoni, sono stati scoperti più geni recessivi che causano malattie che in ogni altro posto del mondo.

S.H.D. e C.P.

Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

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