USA, 13enne uccisa da pallottola vagante

in Esteri

Negli Stati Uniti altra tragedia causata dalla detenzione personale d’armi legalizzata. Una ragazzina afroamericana di 13 anni, Sandra Parks, di Milwaukee, nel Wisconsin, è stata uccisa (probabilmente) da una pallottola vagante mentre si trovava in casa propria. Era la sera del 19 novembre scorso.

Per triste ironia, nel 2016 la ragazzina aveva partecipato ad un concorso letterario dal titolo “We shall overcome” (“Noi dobbiamo prevalere”, come la celeberrima canzone diventata inno della battaglia del movimento per i diritti civili), presentando un componimento condannando il porto d’armi. Si era classificata terza.

Sandra (il cui cognome era Parks proprio come quello di Rosa, l’umile sarta paladina dei diritti civili che il 1° dicembre del 1955 venne arrestata per non aver ceduto il suo posto in autobus ad un bianco, come prevedeva il regime segregazionista), scriveva: “Talvolta mi siedo in disparte per sfuggire a quello che vedo e che sento ogni giorno”. “Siamo in uno stato di caos. Nella città dove vivo, bambini piccoli sono vittime di una violenza armata insensata”. “Senti sempre parlare di qualcuno che muore o di qualcuno che è stato ammazzato da un’arma da fuoco e la gente non pensa di chi era padre o figlio o nipote”. In altre frasi diceva: “I bambini sono vittime della violenza insensata delle armi”. “Noi prevarremo quando cominceremo a capire e accettare gli altri, quando elimineremo i commenti negativi e le chiacchiere sugli altri. Prevarremo quando ci ameremo gli uni gli altri e ameremo le persone intorno a noi”. Sandra, insomma, così giovane aveva fatto propria la battaglia a cui ha aderito il figlio di Martin Luther King, Martin Luther King III, che il 24 marzo scorso a Washington aveva partecipato con la figlia di 9 anni, Yolanda Renee, a una marcia contro il porto d’armi. La bambina aveva pronunciato un discorso nel National Mall, l’ampio viale monumentale dove il nonno, il 28 agosto del 1963, dopo la celebre “Marcia per il Lavoro e la Libertà” (“March for Jobs and Freedom”), aveva pronunciato il famoso “I have a dream”. Anche sua nipote ha detto di aver un sogno: “Un mondo senza armi”, ma anche lei la fine del razzismo negli Stati Uniti (il discorso dell’uso facile delle armi e del razzismo è stato legato ai numerosi omicidi di afroamericani disarmati commessi dalla polizia).

Per la morte di Sandra Parks sono stati arrestati due uomini, che dovranno chiarire le loro responsabilità. Non è ancora stato stabilito, infatti, se l’accaduto sia stato involontario, ma il sindaco di Milwaukee, Tom Barrett, ha detto che Sandra è stata uccisa “da qualcuno che ha deciso di sparare colpi contro la sua casa”. Sandra Parks è la dodicesima vittima di omicidio, quest’anno, tra gli studenti dell’istituto dove studiava, la Milwaukee Public School. Davanti alla casa della ragazzina c’è stata una veglia in memoria di quest’ultima, presenti una trentina di persone.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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