Il difficile rapporto tra Qatar e i diritti umani

in Opinione
proteste sfruttamento diritti umani FIFA Qatar 2022

di Vincenzo Cotroneo

L’analisi dell’ultimo rapporto Amnesty International, 2017-2018 circa il rispetto dei diritti in Qatar, suona come una nuova richiesta di mobilitazione istituzionale e non nei confronti della regnante famiglia Al Thani. Frutto anche della rottura delle relazioni diplomatiche con la maggior parte dei vicini Paesi mediorientali che hanno imposto restrizioni e sanzioni all’emirato, il Qatar ha risposto con una decisa stretta, illegittima ed arbitraria, sul rispetto dei diritti minimi dell’uomo, violando piu volte la carte dell’Onu.

manifestazione di protesta

Dalla lettura del rapporto, e dalle numerose agenzie di stampa (che puntualmente sottolineano quanto e in che modo queste violazioni rimangano costantemente impunite) si evince a tutt’oggi una forte restrizione del diritto di espressione del singolo cittadino, sia residente che non. Leggi per nulla conformi ai minimi standard internazionali regolano l’attività lavorativa di manodopera straniera, soprattutto nell’edilizia.

contro la schiavitù dei lavoratori emigranti Qatar

Dopo l’assegnazione da parte della FIFA, l’organo collegiale del calcio internazionale, della organizzazione dei Mondiali del 2022, l’attività di costruzione si è amplificata a dismisura richiamando nel piccolo emirato frotte di operai a basso costo per la realizzazione degli impianti sportivi, stadi e il restyling dei quartieri delle città destinate ad ospitare il torneo. Regole relative alla sicurezza sul lavoro non osservate, cantieri non sicuri, incidenti frequenti, e gestione logistica degli operai con condizioni da terzo mondo, a cui si aggiungono mancati pagamenti e in caso di infortunio negata assistenza. E c’è gente partita per fare fortuna, che si trova ora piou indebitata di prima, e non puo piu lasciare il Paese. Tante le proteste nel mondo contro questa organizzazione molto vicina al concetto di schiavitù, con un numero di decessi legati al piano generale di costruzioni che si avvicina oggi a 1200 persone morte. Il motivo è anche da far risalire ai notevoli ritardi nella costruzione delle opere, cosa che di fatto ha costretto gli organizzatori a imbastire turni ed orari di lavoro massacranti, chiudendo gli occhi sulla sicurezza. Secondo Amnesty, il dato proiettato fino al 2022 potrebbe portare a circa 4000 morti se non si prendono immediatamente contromisure legate al rispetto dei diritti dei singoli lavoratori.

sfruttamento lavoratori cantieri Qatar 2022

Il rapporto di Amnesty intitolato ‘Il lato oscuro del gioco più bello del mondo: lo sfruttamento del lavoro migrante per costruire un impianto dei Mondiali di calcio del 2022 in Qatar’, condanna la scioccante indifferenza della FIFA nei confronti del trattamento dei migranti, il cui numero  – per quanto riguarda solo gli impianti sportivi dei Mondiali del 2022 – è destinato a salire fino a 36.000 nei prossimi due anni. Il segretario generale di Amnesty International, Salil Shetty, ha dichiarato cheLo sfruttamento del lavoro migrante è una macchia sulla coscienza del calcio mondiale. Per giocatori e tifosi, uno stadio dei Mondiali è un luogo da sogno. Per alcuni dei lavoratori che hanno parlato con noi, è come vivere dentro a un incubo’. Si è trattato di 132 interviste a migranti impegnati nelle costruzioni principali delle strutture che ospiteranno la kermesse mondiale, oltre ad un centinaio di intervistati impegnati nel restyling delle zone vicino ai centri sportivi. Il risultato generale, abbastanza chiaro ed evidente, ha riportato un forte disagio per sfruttamenti evidenti che vanno dalle pessime e squallide condizioni alloggiative, problemi salariali e debiti ingenti, mancati permessi di soggiorno con ilo rischio di essere arrestati durante il lavoro, la confisca del passaporto ad opera del datore di lavoro, e varie minacce agli operai da parte delle ditte coinvolte in queste violazioni, condizioni vicine a quelle del lavoro forzato. E se per alcuni è andata un po meglio dopo le denunce di Amnesty, per alti la condizione si è pure aggravata come denuncia ancora il segretario generale di Amnesty Shetty:” 

Stop Qatar Fifa 2022

Indebitati, costretti a vivere in squallidi campi in mezzo al deserto, sottopagati: il destino dei lavoratori migranti contrasta profondamente con quello delle star del calcio che giocheranno nello stadio Khalifa. Tutto ciò che i lavoratori migranti vogliono si chiama diritti umani: essere pagati in tempo, lasciare il paese se ne hanno bisogno, essere trattati con dignità e rispetto”. Ci si chiede cosa abbia fatto il Comitato FIFA, che in ogni caso è l’organizzatore del torneo mondiale. La realtà è che in Qatar i diritti umani sono solo una vaga visione per questi lavoratori, e la FIFA dal canto suo, dovrebbe approntare un piano complessivo di riforme e dovrebbe svolgere ispezioni regolari e indipendenti sulle condizioni di lavoro in Qatar e renderne pubblici i risultati.

alloggi operai cantieri Qatar Fifa 2022

E in ogni caso, anche al di fuori del contesto Mondiali 2022, la situazione per l’applicazione dei diritti umani non è la migliore. Ugualmente si registra una forte restrizione ai limiti della libertà di espressione, di associazione e riunione pacifica, secondo leggi locali assolutamente non conformi agli standard internazionali. Rimane una forte discriminazione nei confronti delle donne, radicata nella legge e nelle prassi del Paese, in relazione a questioni di matrimonio, tutela dei minori, eredità e possibilità di spostamenti e movimento autonomo. Il Comitato per i diritti dell’infanzia dell’Onu ha espresso una ulteriore preoccupazione anche per i numerosi casi di violenza sui minori in famiglia e nelle scuole. Il governo qatarino è stato invitato a porre fine alla prassi dei matrimoni precoci innalzando l’età della responsabilità penale. 

Insomma un quadro non proprio edificante per il Paese che vuole sdoganare il proprio nuovo volto all’occidentale maniera, cercando alleanze ed amicizie Europa (che non siano legate ai vecchi amici della fratellanza musulmana) e che cerca di imporre la propria influenza acquistando interi asset commerciali ed industriali bypassando le pessime notizie ed informazioni sullo stato interno del proprio Paese, con il rumore frusciante dei dollari emiratini. E proprio in occasione della visita di Stato in Italia del 19-20 novembre prossimo, dell’Emiro del Qatar, lo Sceicco Tamim bin Hamad al-Thani sono previste manifestazioni di protesta civile per la di tutela dei diritti umani e la promozione e la diffusione della difesa della Carta dell’Onu.

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