Terrorismo e traffico di droga: cellula di Hezbollah sotto processo a Parigi I proventi sono stati utilizzati per acquistare armi per poi inviarle in Siria

in Esteri/Le Brevi
Hassan Nasrallah, leader di Hezbollah

Inizierà a Parigi il processo contro alcuni esponenti di Hezbollah accusati di traffico di droga per acquistare armi.  Le autorità francesi in collaborazione con l’Anti-droga americana (Drug Enforcement Administration, DEA) hanno arrestati vari esponenti appartenenti al movimento terrorista libanese Hezbollah. Il Partito di Dio aveva tessuto una fitta rete che gli consentiva l’acquisizione e lo spaccio di cocaina che arrivava direttamente da un cartello colombiano. I proventi della droga sono stati poi trasformati in denaro per comprare armi da utilizzare nella guerra siriana.

Il principale accusato di essere il capobanda della cellula come intermediario di Hezbollah è Mohamad Noureddine, un uomo d’affari libanese di 44 anni con interessi nel settore immobiliare e gioielli arrestato dopo un’indagine internazionale che ha coinvolto sette paesi, tra cui Francia, Belgio, Germania e l’Italia.


La polizia lo ha arrestato in Francia nel 2016 dopo una soffiata dagli agenti antidroga statunitensi.

Secondo le indagini condotte negli Stati Uniti, il riciclaggio di denaro era diventato una delle attività principali della Lebanese Canadian Bank: si parla di centinaia di milioni di dollari fatti girare tra diversi conti intestati a ricchi manager con residenza non libanese. Un sistema ingegnoso che ha consentito a Hezbollah di nascondere ad occhi indiscreti il proprio status finanziario e, soprattutto, il suo coinvolgimento in affari tutt’altro che trasparenti. Si è scoperto, quindi, che l’organizzazione guidata da Nasrallah non vive solo grazie ai sostentamenti provenienti da Teheran e da Damasco (200 milioni di dollari l’anno versati dai due regimi sciiti direttamente nelle casse di Hezbollah), ma che il circuito messo in piedi in questi ultimi anni è stato fondamentale per tenere in vita l’organizzazione filo-iraniana. Sostanzialmente, i proventi della vendita di cocaina venivano riciclati attraverso il cambio valuta dalla Lebanese Canadian Bank, per poi essere utilizzati per acquistare armi destinate ai miliziani sciiti.

Un’altra prova della pericolosità a livello internazionale del gruppo terroristico, che l’Europa considera un semplice partito politico.

S.H.D. e C.P.


Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

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