Oggi, 15 anni dopo quel tragico giorno, ricordiamo la strage di Nassiriya con un sentimento di profonda commozione e riflessione. Era il 12 novembre 2003 quando un attentato terroristico al quartier generale della polizia militare italiana a Nassiriya, in Iraq, sconvolse non solo le vite delle vittime e delle loro famiglie, ma anche l'intera nazione italiana. L'esplosione, causata da un camion imbottito di esplosivo, provocò la morte di diciannove italiani, tra cui dodici carabinieri, cinque militari dell'Esercito e due civili. A queste vittime si unirono i tanti iracheni colpiti dall'attentato, ampliando il dolore a livello internazionale.
La strage di Nassiriya rappresenta una delle perdite più significative per le forze armate italiane dalla Seconda Guerra Mondiale. Questo tragico evento ha segnato indelebilmente la memoria collettiva del Paese, portandoci a riflettere sul significato del sacrificio e del servizio in contesti di pace e sicurezza internazionale. Ogni anno, in occasione di questo anniversario, si svolgono cerimonie commemorative in tutta Italia, volte a onorare il sacrificio di coloro che hanno perso la vita servendo sotto la bandiera tricolore.
L'importanza della memoria è fondamentale non solo per onorare le vittime, ma anche per rafforzare il nostro impegno verso la pace e la coesistenza. Le storie personali dei militari e civili caduti in Nassiriya sono racconti di coraggio, dedizione e abnegazione al servizio degli altri. Ricordarli non significa solo piangere la loro perdita, ma anche celebrare il loro contributo verso un mondo più sicuro e giusto.