Il Qatar corre in aiuto di Hamas: donati 15 mln ai terroristi della Striscia In cambio Doha chiede di mantenere "la calma" su Gaza ormai in bancarotta

in Esteri/Le Brevi
Yahya Sinwar, leader di Hamas

Ad Hamas, il movimento terrorista palestinese, padre e padrone della Striscia di Gaza, non bastano più i finanziamenti che arrivano dal vecchio sponsor iraniano, né i traffici illegali -di armi, viveri, donne e materiale per costruire nuovo terrore-  che i terroristi palestinesi effettuano attraverso gli infiniti tunnel che sboccano nel deserto del Sinai e altre zone del vicino Egitto. Hamas sta con l’acqua alla gola. L’organizzazione terroristica palestinese infatti, a causa delle sanzioni economiche varate negli ultimi anni dallo Stato ebraico, dall’Egitto e dal governo di Ramallah, non avrebbe più neanche i soldi per pagare i propri funzionari. A chi chiedere allora denaro?

Secondo The Times of Israel, il gruppo estremista, proprio al fine di reperire le risorse necessarie a elargire gli stipendi ai militanti e agli impiegati dei ministeri di Gaza, avrebbe recentemente deciso di chiedere aiuto al governo del Qatar che oltre a elargire denaro si èè impegnato a far arrivare nella Striscia di Hamas anche  viveri e medicinali. Emissari di movimento terrorista si sarebbero in questi giorni recati in gran segreto a Doha -sempre secondo il quotidiano The Times of Israel-  e lì avrebbero concordato con le istituzioni finanziarie della monarchia del Golfo le condizioni del prestito. Il quotidiano sostiene che l’emirato, deciso a mettere fine alla “crisi umanitaria” in corso nella Striscia, avrebbe accordato all’organizzazione palestinese un finanziamento di 15 milioni di dollari, da destinare principalmente al pagamento degli stipendi arretrati dei funzionari di Hamas.

In cambio il Qatar, che ospita ex membri di spicco di Hamas, incluso l’ex leader Khaled Mashaal, ha chiesto ad Hamas di mantenere un clima tranquillo nella Striscia,  il Qatar “vuole la calma”  avrebbe detto il leader di Hamas, Yahya Sinwar, secondo alcuni giornali israeliani. La calma prima della tempesta. Il tempodi riorganizzarsi e presto il movimento terrorista palestinese continuerà la propria guerra santa contro “sionisti” e “crociati”.

S.H.D. e C.P.

Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

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