Il Presidente Trump vince il Midterm

in Opinione

di Cosimo De Vitis

Finiscono in fumo le aspettative di quanti agognavano un ridimensionamento del Presidente Trump e

dei repubblicani. Pur conquistando la Camera, i Democratici non sfondano, niente riscossa, la tanto

invocata onda blu, come quella rossa, che travolse Obama facendogli perdere il controllo di entrambe le

Camere, non c’è stata.

I sondaggi che davano il Partito Repubblicano per spacciato, altro non erano che un maldestro sinistro

tentativo di condizionare il voto in favore dei democratici.

L’esito delle elezioni è in perfetta sintonia, con la storica tradizione che vede il Presidente in carica non

ottenere una piena vittoria nel medio termine.

Le conseguenze delle elezioni di midterm potrebbero essere diverse per il presidente Donald Trump, che

in tempi moderni è il primo a non aver volontariamente reso pubbliche le sue dichiarazioni dei redditi,

procurandosi così a vari livelli e dai media, accuse di evasione fiscale, prontamente e fortemente

respinte. Il rappresentante Richard Neal membro del Comitato ” Ways and Means” – ” Comitato per le

vie e i mezzi ” il principale Comitato di scrittura delle tasse della Camera dei rappresentanti degli Stati

Uniti, comitato che sarà ora controllato dai democratici, ha dichiarato, che per mezzo della sua

commissione, “obbligherà Trump a esibire le dichiarazioni dei redditi”

La Camera a maggioranza democratica ha i numeri per frenare e/o controllare, il progetto

amministrativo e legislativo del Presidente Trump. Durante i primi due anni del suo mandato, the Donald

ha potuto fare affidamento su un Congresso amico, per lo più favorevole alle sue scelte e priorità

politiche, ossequioso quando si trattava di supervisionare. L’esito di queste elezioni, segna la fine del

potere repubblicano unificato e quindi un nuovo corso alla Camera. I democratici non perderanno

tempo, passeranno al’attacco nel tentativo di fiaccare il Presidente, provando in ogni modo a far passare

istanze e leggi di stampo progressista, consci di non avere i numeri al Senato. Pur trattandosi di una

consueta strategia, per ottenere delle concessioni legislative mediante accordi sottotraccia, punteranno

a rafforzare la base, in vista delle presidenziali 2020.

La maggioranza democratica alla camera può promuovere la procedura di impeachment, più volte

minacciata, per rimuovere dal suo incarico il Presidente Trump. Potranno avviare specifiche indagini in

relazioni al Russiagate e portare in aula la richiesta di accusa, al sol fine di arrecare nocumento a Trump,

cercando di danneggiarne mediaticamente e politicamente l’immagine e il prestigio, consci che non

avendo la maggioranza in Senato, la richiesta di impeachment non sarà accolta, perché a norma

dell’Articolo 1 Sezione 3 della Costituzione americana “Il Senato avrà in via esclusiva il potere di

giudicare su tutti i casi di impeachment”

Pur avendo perso il controllo della Camera, Trump non è giunto al capolinea e non ha le mani legate.

La vittoria al Senato premia l’impegno elettorale del Presidente Trump, il cui carisma e peso politico,

hanno giovato a favore dei vari candidati al Senato, da quelli la cui elezione non era per nulla scontata,

in New Hampshire, Iowa, Ohio, a quelli sulla carta più forti, come Ted Cruz che in Florida è riuscito a