Speciale USA Elezioni di Mid-Term 2018

in Editoriale

di  Souad Sbai

Nonostante il nuovo impegno di Hollywood e delle star del mondo del cinema e della musica che si sono mobilitate nuovamente contro l’amministrazione Trump, l’onda azzurra non c’è stata. Ci si attendeva uno tsunami, ma come afferma la leader dem alla Camera Nancy Pelosi, piu che una ondata, “ci saranno molte gocce d’acqua”, assicurando una vittoria al 100% alla Camera. Lento lo spoglio ed i conteggio per i seggi. Alle 10 ora italiana, i maggiori network americani, proiettano un risultato che è molto lontano dalle disastrose elezioni di mid-term che avevano caratterizzato le amministrazioni precedenti, Obama compreso. In questo momento, la Camera che necessita di 218 seggi per la maggioranza, è vinta dai Dem con 221 seggi contro i 199 dei Repubblicani.

Il Senato è invece in mano al partito dell’elefantino, con attuali 51 seggi contro i 45 Dem, e con alcuni Stati ancora non con dati finali, ma che vedono i Repubblicani andare verso la vittoria, in Texas, Florida ed Arizona. Non va meglio ai Dem (nonostante i media italiani insistano al contrario, quasi rilanciando informazioni di una ondata travolgente blu) anche per quanto riguarda le elezioni dei Governatori. Il Partito Repubblicano supera i dem assicurandosi al momento piu della metà dei governatori, alcuni in molti stati chiave per la prossima campagna presidenziale, tenuto conto che i nomi dei candidati per le elzioni 2020 saranno cosa nota già nelle prossime settimane, al netto dei ragionamenti a mente fredda, sull’andamento di queste elezioni.

Un primo risultato vero però si ha già in questo momento. I Dem non sfondano e restano al palo. Quella che era prevista come una debacle per Trump ed il Partito Repubblicano, si è invece trasformata in una sorta di referendum sull’amministrazione alla guida degli USA, che ha visto un voto pesante, conferma di uno zoccolo duro di ferventi sostenitori del Presidente, contro un Partito Democratico molto diviso al suo interno e incapace di intercettare il voto popolare e quello dei lavoratori, sotto la percentuale prevista fino ad ieri, complice una affluenza alle urne record che ben faceva sperare a Sanders e compagnia. Quella che è solo una parziale sconfitta per i Repubblicani, si è trasformata in una “quasi vittoria”, tenendo conto soprattutto dell’affossamento dei big Dem che erano già in procinto di far le valigie verso Washington DC e che invece resteranno a  casa. E tra questi, il principale sconfitto di questa notte elettorale è Beto O’Rourke, candidato in pectore alla maglia di sfidante per le prossime Presidenziali che viene sconfitto in Texas da Ted Cruze, e Bill Nelson, candidato Dem sconfitto in Florida da Rick Scott. Tra i Dem si prova comunque a spiegare che la vittoria riportata alla Camera è fondamentale e importante, spingendo molto i nuovi nomi di rappresentanti eletti, tra i quali una giovane donna, Alxandra Ocasio Cortez, la piu giovane onorevole mai eletta (29 anni) del Bronx ancora semidisoccupata ed in debito con i conti universitari (speriamo ancora per poco) che rappresenta i giovani dell’area sinistroide dei Dem. Spiccano anche le prime due donne musulmane mai elette in Parlamento, Rashida Tlaib palestinese e Ilhan Omar, che confermando di voler indossare l’Hijab durante le sedute del Congresso ha affermato di voler diventare il “peggior incubo di Donald Trump”, insieme crediamo alla nativa americana e rappresentante delle istanze LGBT Sharice Davids dal Kansas. Nell’insieme, Trump non da segni di preoccupazione e meno che mai di sconfitta, visto i passati segmenti elettorali dei precedenti presidenti, e una netta vittoria al Senato insiema ad una buona fetta di Governatori.

Eppure a leggere la stampa italiana, oggi si ha l’impressione di aver assistito ad una travolgente baraonda democratica in grado di sovvertire ogni impianto repubblicano statunitense.

Invece di predicare calma ed attenzione ai dati, qualcuno evoca “tensioni tra due Americhe”, e condannano Trump ad una sonora bocciatura da parte del popolo votante; Sonora bocciatura che a guardare i dati complessivamente non sembra esserci., insistendo a definire questa Amministrazione ormai dimezzata. Se le elezioni di tutti i Paesi, Italia compresa hanno sempre insegnato qualcosa, questa è la precauzione a emettere giudizi di valore su elezioni e voti stranieri. Gli Italiani votano di pancia. Ed è cosi da quando è nato questo Paese. Il resto del mondo, probabilmente aiutato da una concentrazione di partiti minimalista e limitando di molto gli schieramenti, ha una propensione a partecipare piu attivamente alla cosa pubblica, rendendo cosi bloccato il voto in qualunque evenienza.

Addirittura già si parla di avviamento della procedura di impeachment nei confronti di Trump, che dal nostro punto di vista ha tenuto bene la barca , e che se dovesse scegliere in questo momento di fare un riordino nella squadra di Governo, potrebbe anche mettere giu le basi per una eventuale riconferma di candidatura nella battaglia elettorale che si consumerà fra poco piu di un anno da oggi.

 

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