Donna italiana difende straniero e viene minacciata di stupro Il presidente dell'azienda dei trasporti vesuviana ringrazia e riceve la signora.

in Cronaca

Giorni fa una donna di 62 anni, Maria Rosaria Coppola, residente a San Giorgio a Cremano (Napoli) e sarta di professione, era intervenuta per difendere su un treno della Circumvesuviana un giovane passeggero pakistano preso di mira con insulti razzisti da un ragazzo della zona semplicemente perché viaggiava sul mezzo pubblico. “E noi dobbiamo stare qua a sentire lei che insulta?”, ha ripreso l’aggressore Maria Rosaria, sentendolo definire “pezzi di m …” gli extracomunitari. “E invece sei tu che sei scemo, razzista e aggressivo”, ha replicato la donna, e lui ha risposto strafottente: “Sì sono razzista e l’Italia è nostra”. A quel punto la signora, esasperata, ha commentato: “Allora no, tu non sei razzista, sei scemo”.

Il suo coraggio le è costato una serie di minacce di stupro su Facebook. Lo ha denunciato la figlia di Maria Rosaria, con una frase sarcastica sullo stesso social: “Qua c’è gente che sotto i post ci augura – anche a lei è successo per quanto è accaduto – di essere stuprate –, sei ancora in tempo per andare all’estero”. Addirittura una donna ha scritto all’indirizzo della 62enne che ha difeso l’immigrato: “Attenta allo stupro selvaggio con banchetto cannibale finale”.

L’aggressione verbale al ragazzo pakistano avvenuta in treno è stata ripresa con un telefonino ed è diventata virale (ottenendo un milione di visualizzazioni in poche ore). In seguito ha cercato di scusarsi Vincenzo, il ragazzo partenopeo responsabile degli insulti: “Non sono razzista, ho esagerato – ha scritto su Facebook – Mi scuso con tutti, è stato solo uno sfogo”. Uno “sfogo” a cui praticamente nessuno dei presenti in quel vagone ferroviario ha reagito, a parte appunto Maria Rosaria, che al Corriere della Sera ha detto: “Capisco che in quella situazione è molto difficile intervenire, perché lì non sai a che fare. Probabilmente quello con cui discuti è armato, probabilmente è uno con cui non si può ragionare. Mi sono resa conto solo dopo che forse l’ho provocato, perché lui voleva avere l’ultima parola. Certo, mi avrebbe fatto piacere che qualcuno fosse intervenuto”. In realtà più tardi è emerso che un muratore ucraino l’aveva scortata, senza che lei se ne accorgesse, finché non è scesa dal treno, poiché temeva che qualcuno le facesse del male.

Per il suo coraggio, Maria Rosaria Coppola ha ricevuto congratulazioni e attestati di solidarietà. Le ha anche telefonato per ringraziarla Umberto De Gregorio, il presidente dell’Eav (Ente Autonomo Volturno, l’azienda dei trasporti vesuviana): vorrebbe premiare questa “donna forte, consapevole e soprattutto umana” per il suo gesto e la riceverà nella giornata di oggi, martedì 6 novembre.

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