L’Iran rifiuta la legge che vieta il finanziamento del terrorismo Nonostante le sanzioni americane, Teheran sceglie di finanziare Hezbollah, Hamas

in Esteri/Le Brevi
Mohammad Ali Jafari

Il potente Consiglio dei Guardiani dell’Iran domenica ha respinto la legislazione per aderire alla convenzione delle Nazioni Unite contro il finanziamento al terrorismo, solo poche ore prima del ripristino delle dure sanzioni statunitensi sul commercio petrolifero e sul settore bancario di Teheran.

Partecipare alla convention è fondamentale per le speranze dell’Iran per ottenere il sostegno europeo utile ad eludere le sanzioni, che sono entrate in vigore alla mezzanotte di domenica. Ma i falchi conservatori del consiglio temono che ciò impedirebbe loro di finanziare gruppi come Hezbollah in Libano e Hamas a Gaza, forzando una maggiore trasparenza finanziaria.

Il consiglio ha detto che gli aspetti del disegno di legge erano contro la legge islamica e la costituzione e lo hanno rimandato in Parlamento per la revisione. La legislazione “ha difetti e ambiguità”, ha detto il portavoce Abbas Ali Kadkhodaie.

Il disegno di legge, approvato il mese scorso dal Parlamento, è uno dei quattro proposti dal governo del presidente Hassan Rouhani per soddisfare le richieste stabilite dal Gruppo internazionale di azione finanziaria (FATF), che monitora gli sforzi dei paesi per contrastare il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo.

Il governo di Rouhani dice che la legge è vitale dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si è ritirato dall’accordo nucleare del 2015 e ha reimposto le sanzioni. Le altre parti dell’accordo – Gran Bretagna, Francia, Germania, Cina e Russia – hanno chiesto all’Iran di aderire al GAFI se vuole mantenere il commercio.

“Né io né il presidente possiamo garantire che tutti i problemi andranno via se aderiremo alla convenzione delle Nazioni Unite, ma garantisco che non aderire fornirà agli Stati Uniti ulteriori scuse per aumentare i nostri problemi”, ha detto il Ministro degli Esteri dell’Iran Mohammad Javad Zarif durante una seduta al Parlamento iraniano il mese scorso.

Anche la precedente legislazione sul riciclaggio di denaro e sulla criminalità organizzata è stata ritardata dalle autorità superiori, incluso il Consiglio dei guardiani, dopo essere stata approvata dal Parlamento.

Il consiglio è composto da sei chierici nominati dal capo supremo, l’Ayatollah Ali Khamenei, e da sei avvocati nominati dalla magistratura.

S.H.D. e C.P.

Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

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