LA CONQUISTA DELL’OCCIDENTE GRAZIE AL VIAGGIO DI SALVINI IN QATAR?

in Editoriale

By Souad Sbai

Il caso della giravolta pro-Qatar di Matteo Salvini offre lo spunto per misurare concretamente i quarti di moderazione ed equilibrio che il ministro dell’Interno, Vice Premier e leader della Lega ha improvvisamente attribuito al regime di Doha, bollato in precedenza come stato terrorista.

 

Sicuramente Salvini non ha mai sentito parlare della famiglia tribale qatarina Al Ghofran, che subisce da oltre vent’anni repressione e discriminazioni poiché non allineata al clan regnante degli Al Thani, e neppure del poeta Mohammed Al Ajami, condannato all’ergastolo per aver composto nel 2011 dei versi che avevano urtato la sensibilità dell’allora emiro Hamad, salito al potere nel 1996 grazie a un golpe la cui vittima fu il suo stesso padre. Al Ajami è stato rilasciato nel 2016 in seguito al “perdono” ricevuto dal nuovo emiro Tamim, figlio di Hamad, che Salvini si è prodigato a incontrare nel corso del suo contestato viaggio d’affari a Doha alla fine del mese di ottobre.

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