Cellulari e tumori, studio scopre alcune correlazioni nei topi

in Salute

Una ricerca scientifica statunitense ha stabilito che le onde radio dei telefoni cellulari possono essere cancerogene, ma i risultati non sono immediatamente applicabili agli esseri umani. La ricerca è stata compiuta dal National Toxicology Program, commissionato dalla FDA (Food and Drugs Administration). I dati evidenziano come nei ratti maschi esposti a massicce dosi di radiazioni simili a quelle dei cellulari l’incidenza di tumori a cervello, cuore e ghiandola surrenale sia aumentata rispetto al gruppo di controllo. È uno studio molto completo e durato oltre 10 anni, MA (e sono “ma” molto importanti):

 

Le cavie sono state esposte a una quantità di radiazioni di molto superiore rispetto a quanto succede nella realtà agli esseri umani – le meno intense pari al massimo consentito, le più intense quattro volte sopra il limite…

Le cavie sono state esposte a radiazioni in tutto il corpo, mentre negli esseri umani sono molto più localizzate (all’orecchio quando si telefona, o in corrispondenza della tasca).

Le cavie sono state esposte a radiazioni con frequenza di 900 MHz, tipiche dei protocolli GSM e 3G, che sono usate sempre meno; le tecnologie 4G e la futura 5G operano a frequenze più elevate, e quindi penetrano meno il corpo umano.

​Lo studio è iniziato negli Anni ’90, quando Bill Clinton era presidente USA; sono state coinvolte più di 3.000 cavie, ed è costato intorno ai 30 milioni di dollari. Le evidenze sono state definite “chiare” (il più alto di quattro livelli; gli altri tre sono “qualche”, “ambigua” e “nessuna”) solo per i tumori al cuore; in relazione a cervello e ghiandole surrenali, c’era solo “qualche” evidenza.

 

In relazione alle cavie femmina, invece, tutte le evidenze sono “ambigue” sia per ratti che per i topi; “ambigue” anche per i topi maschi. I ratti sono stati esposti alle radiazioni fin da quando erano nell’utero, mentre i topi dalla quinta settimana. Hdblog. I dati più rilevanti:

 

Tumori al cuore nei ratti maschi: +5-7 per cento

Tumori al cervello nei ratti maschi: +2-3 per cento

Intensità delle radiazioni sui ratti: tra gli 1,5 e i 6 watt per kg

Intensità delle radiazioni per i topi: tra i 2,5 e i 10 watt per kg