Souad Sbai (Centro Studi Averroè): Qatar, Diritti umani seriamente compromessi, Comunità internazionale non resti indifferente

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Occorre una maggiore pressione internazionale per spingere il regime di Doha ad abolire la schiavitù dei lavoratori stranieri”.

 

Ad affermarlo è la giornalista e scrittrice Souad Sbai, Presidente del Centro Studi “Averroè”, già parlamentare della Repubblica e attivista per i diritti umani.

 

La costruzione degli stadi per i Mondiali di calcio che dovrebbero svolgersi in Qatar nel 2022 continua infatti a essere oggetto di critiche, perché procede grazie allo sfruttamento di migliaia di lavoratori stranieri da Asia, Africa e Medio Oriente.

 

In una settimana sono morte 20 persone senza contare i feriti, gli orari e i ritmi di lavoro insostenibili, salari non erogati, condizioni d’isolamento e marginalizzazione: di fronte a tali violazione dei diritti umani, il Qatar è indegno di ospitare qualsivoglia manifestazione sportiva”, spiega Souad Sbai.

 

Ciononostante, “la comunità internazionale mantiene un atteggiamento di sostanziale indifferenza rispetto alla sorte dei lavoratori stranieri in Qatar, limitandosi a dichiarazioni e inchieste di circostanza”. Pertanto, conclude Souad Sbai, “le Nazioni Unite, l’Unione Europea e i loro stati membri sono chiamati a prendere misure concrete, anche di tipo sanzionatorio, affinché il regime di Doha ponga fine alla schiavitù dei lavoratori stranieri, pena l’assegnazione da parte della FIFA dei Mondiali 2022 a un altro paese davvero rispettoso dei diritti umani”. Agenpress

 

Così in una nota Souad Sbai ex parlamentare e presidente del Centro Studi Averroè