F1 Messico, Hamilton soffre ma è campione del mondo per la quinta volta

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Lewis Hamilton è campione del mondo per la quinta volta in carriera. Il pilota Mercedes ha eguagliato il record di Fangio al termine di una gara complicatissima: la quarta posizione finale è stata sufficiente a farlo trionfare, visto l’enorme distacco ormai accumulato su Vettel in classifica. A vincere la gara è stata la Red Bull di Verstappen, davanti alle Ferrari di un orgoglioso Seb e di Raikkonen. Ennesimo ritiro per il poleman Ricciardo.Era solo una formalità e Lewis l’ha sbrigata. Il britannico, come nel 2017, ha festeggiato davanti al pubblico messicano e, esattamente come un anno fa, l’ha fatto al termine di una gara tutt’altro che semplice, in cui ha dovuto fare i conti con le condizioni particolari del tracciato di Città del Messico e con delle gomme che gli hanno dato grossi grattacapi per tutti e 71 i giri. Vincere restando giù dal podio (per altro quasi doppiato dal primo classificato) lo avrà certamente fatto infuriare, ma smaltita la delusione ha potuto far esplodere la propria gioia: cinque titoli mondiali, come il mito Fangio. Uno in più di Vettel e Prost. Una domenica d’orgoglio per Seb, che ha alzato bandiera bianca con una gara straordinaria, ritrovando il podio dopo due weekend da incubo. È viva la lotta per i costruttori: Ferrari a – 55 dalla Mercedes a due GP dal termine.

 

 

Partenza senza incidenti, ma con qualche brivido: il poleman Ricciardo rimane praticamente piantato e si fa sfilare dal compagno di team Verstappen e dalla Mercedes di Hamilton che era alle sue spalle. Vettel sceglie la prudenza e mantiene la quarta piazza di partenza davanti a Bottas e Raikkonen.

 

Dopo una decina di giri tutte le monoposto cominciano ad accusare evidenti problemi di graining alle gomme: Mercedes e Red Bull anticipano subito la sosta per montare le supersoft, mentre Seb e Kimi scelgono di spremere maggiormente le loro ultra per provare a correre con gomme più fresche. La strategia premia il tedesco, che infila prima Ricciardo e poi Hamilton con una facilità disarmante. A quel punto Seb tenta il tutto per tutto e monta un’altra ultra per andare a caccia della vittoria, ma il gran lavoro di Ricciardo (rimasto su una sosta) lo costringe ad accontentarsi della seconda piazza dietro a un super Max. Ancora sfortunatissimo, poi, l’australiano: la sua Red Bull va in fumo e lo obbliga all’ottavo ritiro stagionale.

 

Gara da dimenticare anche per Fernando Alonso, costretto al ritiro dopo appena quattro giri a causa di un pezzo di alettone della Force India di Ocon rimasto incastrato sotto la sua McLaren. Non certo il massimo per lo spagnolo, a due gare dall’addio alla F1. Ritiro anche per Sainz e per l’idolo di casa Perez. Tgcom24 Alle spalle dei top team la Reanult di Hulkenberg (6° dietro Bottas) e la Sauber di un ottimo Charles Leclerc.