Francia: scuola dell’obbligo a 3 anni

in Le Brevi

Dalla Francia arriva un’altra rivoluzionare, e questa volta a cambiare radicalmente sarà il proprio sistema scolastico: dall’autunno 2019 l’età della scuola dell’obbligo verrà abbassata da 6 a 3 anni. Dunque la scuola dell’infanzia, non sarà più facoltativa come accade oggi ma obbligatoria. Il progetto di riforma, annunciato a marzo dal Ministro dell’Istruzione Jean-Michel Blanquer, prende il nome di “legge per la fiducia” e intende trasformare l’asilo nel “vero trampolino di lancio per il successo durante l’istruzione” per “far emergere una società più giusta”.  In Francia, secondo i dati ufficiali, il 97,7% dei bimbi in età 3-6 anni frequenta già ora la scuola dell’infanzia, per un totale di oltre due milioni e mezzo di iscritti.

Anche in Italia sarebbe opportuno “obbligare” i bambini ad andare a scuola, un’attenzione rivolta, soprattutto, ai piccoli appartenenti a famiglie di religione islamica. “Il 60% delle bimbe marocchine in Italia ha smesso di andare a scuola” denuncia da anni l’associazione ACMID (Associazione donne marocchine in Italia) presieduta dall’ex onorevole Souad Sbai, denuncia confermata anche dal nostro Ministero dell’Istruzione: “Il rischio di abbandono della scuola colpisce i ragazzi con background migratorio in misura maggiore degli italiani, nella scuola primaria come in quella secondaria: più dell’80 per cento dei ragazzi di origine straniera a rischio dispersione nelle scuole secondarie è rappresentato da ragazzi nati all’estero”. Un fatto che spinge la Sbai a dichiarare che  “Tante bambine, anche marocchine, appena avuto il ciclo, vengono tolte da scuola e spesso rispedite in Marocco, dai nonni, per riconvertirle all’Islam. Poi tornano grandi, già sposate, raggiunte dal marito in ricongiungimento familiare. Ricordo Amina, le hanno fatto sposare il cugino in Marocco, aveva undici anni”.

Inoltre, continua Souad Sbai, “per impedire che le scuole vengano utilizzate come bacino di reclutamento da parte di gruppi estremisti, andrebbero adottate iniziative che consentano di arrestare il fenomeno della dispersione scolastica nei ragazzi di fascia adolescenziale e che frequentano la scuola dell’obbligo, con una particolare attenzione alla componente femminile: sono infatti ancora molte le ragazzine costrette ad abbandonare la scuola per contrarre matrimoni forzati. Occorre poi costituire un osservatorio per il contrasto alla radicalizzazione all’interno delle singole carceri, così da favorire la separazione dei detenuti più radicalizzati da altri soggetti meno esposti al fenomeno, quest’ultimi ancora in grado di ricevere una corretta riabilitazione attraverso programmi di de-radicalizzazione”.

Impariamo anche noi questa lezione, nonostante gli anni della scuola dell’obbligo siano già finiti. Ora rimane solo da imparare a rispettare e far rispettare i nostri obblighi: consentire ai più piccoli di imparare, di scegliere, di crescere… Liberi.

S.H.D. e C.P.

Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

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