Provenzano: non bastava essere condannati a vivere nella mafia, l’Italia è condannata anche da Strasburgo La Corte europea dei Diritti umani di Strasburgo ha condannato l'Italia per avere rinnovato il regime carcerario del 41 bis al boss Bernardo Provenzano

in Italia/Le Brevi
I giudici Falcone e Borsellino, vittime di mafia, di Provenzano e ad oggi di Strasburgo

Siamo ormai –quasi- abituati a sentire ed eseguire diktat dall’Europa.Praticamente su tutto: cibo, economia, immigrazione e quindi società, lavoro, ora legale, ambiente, salute eccetera eccetera eccetera… Ma sentire anche che la UE ci venga a dire come trattare quel pluriomicida e mafioso di Provenzano, no. La Corte europea dei Diritti umani di Strasburgo ha infatti condannato l’Italia per avere rinnovato il regime carcerario del 41 bis a Bernardo Provenzano, dal 23 marzo del 2016 fino alla morte del boss mafioso. Secondo la Corte, il ministero della Giustizia ha violato l’articolo 3 della Convenzione, riguardante la proibizione di trattamenti inumani o degradanti. Allo stesso tempo, la Corte ha stabilito che non c’è stata violazione del medesimo articolo 3 in merito alle condizioni della detenzione. Questo è troppo. Il Boss dei boss, ù tratturi, uno dei mandanti degli omicidi di Falcone e Borsellino, uno dei mandanti degli attentati dinamitardi contro lo Stato, uno degli assassini di poliziotti, carabinieri, giornalisti, e di altri magistrati, uno dei uno di quelli che scioglieva i bambini nell’acido, una persona (?) che ha usato la propria libertà per schiavizzare, minacciare, torturare e uccidere il nostro Stato, dove non bastava la condanna perenne della Mafia che da anni subiamo e per la quale moriamo, ora anche l’ucronica condanna di Strasburgo. La mafia non merita pietà: questa l’unica sentenza alla quale non ci abitueremo mai.

S.H.D. e C.P.



Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

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