Cuneo, condannata a 21 anni per l’omicidio del marito che la comprò quando lei ne aveva 14

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E’ stata condannata in primo grado a 21 anni e 3 mesi Assunta Casella, 60enne di origine calabrese accusata di aver ucciso il marito, Severino Viora, 78 anni, e di averlo abbandonato cadavere in un noccioleto vicino alla loro abitazione a Paroldo, in provincia di Cuneo. E’ proprio lì che l’hanno trovato gli investigatori.

La legale della donna, l’avvocata Marina Bisconti, ha presentato ricorso in Appello al tribunale di Torino e in tale sede ha spiegato che “Quando – la sua assistita, ndr – aveva 14 anni e viveva in Calabria con la famiglia fu letteralmente comperata, per cinquecentomila lire, dall’uomo che, dopo averla portata in Piemonte, la prese in moglie e la costrinse a una vita durissima”, che comprese la costrizione a prostituirsi. In caso di condanna, la Bisconti ha chiesto che ad Assunta Casella vengano concesse le attenuanti generiche. Tuttavia la procuratrice generale Nicoletta Quaglino ha chiesto l’ergastolo per l’imputata, sostenendo che “Fatti di 45 anni fa non giustificano le attenuanti”.

Per una vicenda simile in Francia, nel 2016, venne assolta dopo numerose petizioni una donna di nome Jacqueline Sauvage, 63 anni, che nel 2012 uccise a fucilate il marito dopo 47 anni di maltrattamenti (estesi ai figli), anche a livello sessuale. Tragico epilogo, invece, per la vicenda di Zeinab Sekaanvand, 24 anni, impiccata in Iran qualche giorno fa per aver ucciso il marito violento che l’aveva sposata quando lei ne aveva appena 17. Minorenne. Ma lì vige la Repubblica Islamica.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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