Palermo, minacciato il presidente della casa museo di don Pino Puglisi

in Cronaca

Minacce a Maurizio Artale presidente della casa museo dedicata al sacerdote ucciso a Palermo il 15 settembre 1993 da Cosa Nostra e beatificato il 25 maggio del 2013 per il suo impegno di educatore nello strappare i giovani alla mafia. Un uomo ha gridato ad Artale che Hanno fatto bene ad ammazzare Padre Puglisi”, destando ovvia indignazione. L’episodio è avvenuto davanti all’edificio, situato nel quartiere Brancaccio, dove lo stesso don Pino aveva vissuto. Oggi vi si trova un centro d’accoglienza chiamato “Padre Nostro”.

La minaccia è stata denunciata su Facebook dalla stessa vittima, che ha scritto: “Capita che un energumeno, venuto fuori dal portone del civico n.3 di piazzetta Beato Giuseppe Puglisi (già piazzale Anita Garibaldi), a torso nudo, con barba folta e nera così come la sua capigliatura alla moda, si diriga verso di me con un fare pari a quello di un rinoceronte che carica la sua preda”. E ancora: “Capita che l’energumeno, puntandomi il dito in faccia, mi urli che per colpa mia lui non può più posteggiare la moto sotto il suo balcone e che da quando io ho comprato quella casa, indicando con l’indice la Casa museo dove ha vissuto il beato Giuseppe Puglisi, in quella piazza non c’è più pace. Così l’energumeno aggiunge che, non appena avesse visto una moto dei volontari del Centro sul marciapiede, ci avrebbe pensato lui”.

Artale non si è fatto intimidire, ha chiesto allo sconosciuto di ripetere la minaccia e quest’altro ha berciato: “Hanno fatto bene ad ammazzare u parrinu, non mi spavento di nessuno”.

Ad indignare Artale è stato anche il fatto che nessuno del quartiere sia intervenuto: “Ma dove erano poc’anzi le centinaia di persone che hanno esposto lenzuoli bianchi ai balconi in occasione della venuta del Papa? – ha scritto l’uomo – Come mai nessuno è sceso dalla propria abitazione per cercare di condurre alla ragione l’energumeno? Come mai quando ho alzato lo sguardo verso le finestre e i balconi prospicienti la piazzetta, non c’era nessuno? Questo non deve capitare. Quei lenzuoli bianchi devono diventare lo specchio della coscienza. Oggi su quella piazzetta devono decidere da quale parte stare”.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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