Un “calcio” al Qatar da parte di Amnesty International

in Esteri/Le Brevi

Secondo un rapporto di Amnesty International i lavoratori dei cantieri della Coppa del Mondo non sono pagati da mesi. I lavoratori, per lo più cittadini di Nepal, India e Filippine  hanno arretrati che vanno dai 1.370 ai 2.470 dollari non pagati dalla società metalmeccanica Mercury MENA. Molte cifre rappresenterebbero l’equivalente di 10 mesi di stipendio. Amnesty International ha prodotto un rapporto dopo aver intervistato 78 lavoratori della compagnia (che hanno contribuito a realizzare molti progetti tra cui lo stadio Lusail che ospiterà le gare di apertura e chiusura del torneo) ma stima che potrebbero esserci centinaia di persone coinvolte.

Inoltre questi lavoratori si sarebbero addirittura trovati bloccati in Qatar, a migliaia di chilometri da casa, senza denaro e non sarebbero riusciti a lasciare il Paese, poiché le leggi locali impongono ai lavoratori di ottenere un permesso di uscita sottoscritto dal loro datore prima di andarsene.
In una dichiarazione, il ministero del lavoro del Qatar ha affermato che tali abusi sui lavoratori sono “non tollerati” nel Paese e che ci sono “procedimenti giudiziari” non specificati contro Mercury MENA: “Sebbene Mercury MENA non operi più in Qatar, le questioni legali continueranno e condurremo un’indagine completa”, si legge nella dichiarazione. La Fifa ha immediatamente chiarito che il fatto “non è in alcun modo collegato alla Fifa e ai Mondiali 2022”.

Insomma, al Qatar piace il gioco sporco. In tutti gli ambiti…

C.P.

Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

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