LIBIA: INTERVISTA A JALAL AL-WARSHEFANI DELLA BRIGATA RIVOLUZIONARIA

in Esteri/Le Brevi
Jalal al-Warshefani

“L’intero controllo della forza di protezione di Tripoli consta di fazioni e battaglioni che sono all’interno della città e nell’intera area sud-orientale, dalla zona di Salah al-Din al ponte del Mercato della Domenica, dall’inizio di Qasr Ben Ghashir, che segue la Grande Tripoli, all’interno dei suoi confini amministrativi, fino ad Abu Selim, alla periferia del campo di transito e l’aeroporto di Tripoli”. A parlare è Jalal al-Warshefani, uno dei leader della Brigata dei Rivoluzionari di Tripoli guidata da Haytham al-Tajouri.

“Se visita l’aeroporto, vedrà che è lontano dagli scontri nonostante sia sottoposto a bombardamenti giornalieri di locuste. Anche i quartieri residenziali sono sottoposti quotidianamente al bombardamento e all’uccisione di bambini e donne innocenti da parte di alcuni terroristi che sostengono la cosiddetta Settima Brigata. Il più famoso tra loro è Hisham Mesimir di Misurata. Siamo sicuri che la guerra porterà solo rovina e distruzione ed aumenterà la spaccatura nel tessuto sociale. Abbiamo cercato di resistere fino all’ultimo giorno, ma dall’altra parte c’era l’Egitto che ha portato guerra e distruzione, con le alleanze tra le squadre di ieri, incluso il precedente regime, di coloro che sognano il ritorno di Saif al-Islam Gheddafi, compresi i Fratelli Musulmani, già espulsi da Tripoli, ma oggi i loro leader sono presenti in Turchia e ricevono il sostegno turco di persone come al-Salabi e Dhibha ed il criminale noto come Abdel-Alim. Se vuole saperne di più, vada a rivedersi ciò che è noto come l’incontro di Dakar tra i simboli del vecchio regime e la Fratellanza Musulmana”.

– Mi scusi se la interrompo, ma Saif al-Islam Gheddafi ha negato qualsiasi coinvolgimento dagli scontri nella capitale. Lei mi sta dicendo che non è così?
“Esattamente, Saif Gheddafi è coinvolto ed il ritorno dell’incontro di Dakar è stato l’inizio della cospirazione tra i sostenitori di Saif e i Fratelli Musulmani guidati da Abdul Hakim Belhadj”.

– Tra di voi Rivoluzionari di Tripoli, ci sono dei minori che utilizzate per combattere?
“Non penso. Ma sa, ora tutti sono usciti per difendere la loro città e non è possibile fermare nessuno”.

– Quante persone sono morte tra le vostre file? Quanti sono i feriti?
“Il numero delle persone uccise in tutti gli assi è di oltre 50, mentre i feriti sono più di 150”.

 

PER LEGGERE L’ARTICOLO INTEGRALE CLICCA QUI

Tags:

Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

Ultime da Esteri

Vai a Inizio pagina