Palermo, stupro fuori da discoteca: arrestato spacciatore di origine tunisina

in Cronaca

Un italiano di origine tunisina, Khemais Lausgi, 30enne, soprannominato Gabriele Alì “il turco” o “il re della cocaina allo Zen” per la sua attività nel mondo dello spaccio nell’omonimo quartiere di Palermo, è finito in manette con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di una coetanea palermitana, perpetrata con alcuni complici nel parcheggio della discoteca Mob Disco Theatre a Villagrazia di Carini, in provincia di Palermo. I fatti risalgono al 19 novembre del 2017, sembra tra le 4 e le 8,30 del mattino.

Nei confronti della giovane è stata compiuta inaudita violenza, hanno riferito i medici che l’hanno visitata dopo lo stupro. Nell’ordinanza di carcerazione nei confronti di Lausgi, il gip che l’ha emessa, Filippo Lo Presti, ha definito l’accusato “incapace di controllare ogni genere di istinti” e caratterizzato da una “impressionante spregiudicatezza”.

La Procura di Palermo ha fatto sapere che Lausgi e gli altri avrebbero approfittato del “gravissimo stordimento dovuto all’assunzione di alcool e droga” della donna, per abusare di lei. Nonostante ciò la vittima ha cercato di opporsi alle violenze, da qui le lesioni riscontrate sul suo corpo.

I violentatori, poi, si sono dati alla fuga, lasciando la giovane seminuda a terra. In seguito quest’ultima ha chiesto aiuto ad alcune persone, dalle quali si è fatta accompagnare a Balestrate, un paesino vicino a Palermo. Ha quindi raggiunto alcuni amici, che si stavano divertendo in un “after party”, e loro l’hanno portata al pronto soccorso.

Alle indagini per rintracciare il “capobranco” degli stupratori, ha contribuito in modo determinante il Reparto di Investigazione Scientifiche, il quale, attraverso gli indumenti della vittima, ha tracciato un profilo genetico che corrisponderebbe a quello dell’indagato.

Lausgi è un soggetto già noto alle forze dell’ordine: nel 2015 le Fiamme Gialle avevano provveduto a sequestrargli cinque auto, due appartamenti e una villa per un totale di circa 600mila euro. L’uomo si era dato anche al riciclaggio di denaro, dovuto alla vendita della droga. Nel 2016 era stato gravemente ferito in un regolamento di conti tra spacciatori, ma era sopravvissuto.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

Ultime da Cronaca

Vai a Inizio pagina