Stupro di Jesolo, un poliziotto: “La 15enne se l’è cercata”

in Cronaca

Jesolo è ancora scossa per lo stupro di una 15enne in spiaggia da parte di un cittadino senegalese di nome Mohamed Gueye, 25 anni, attualmente rinchiuso nel carcere di Venezia. Tuttavia La ragazzina non ha ricevuto soltanto attestato di solidarietà (al contrario di quanto sarebbe normale), ma anche una veemente critica attraverso Facebook. Ad attaccarla, nientemeno che un poliziotto, in servizio al commissariato di Andria, Mauro Maistro. Segretario fino al luglio 2018 del sindacato indipendente di polizia (Coisp) di Rovigo, ha scritto testuali parole: “Queste ragazzine pensano di rimediare facendo ‘servizietti’ veloci agli spacciatori …poi trovano quello che invece vuole il servizio completo e allora piangono perché le stuprano…storia vecchia come il mondo”. Maistro ha scritto tra le altre cose insulti nei confronti di Stefano Cucchi in vista dell’uscita del film “Sulla mia pelle”, dedicato al giovane romano arrestato per droga e ferocemente picchiato da alcuni carabinieri nella notte del 15 ottobre 2009, deceduto per le mancate cure mediche il 22 ottobre di quell’anno. Insultata anche la sorella di Stefano, Ilaria, che si è sempre battuta per avere giustizia per il fratello. Offensivi i toni utilizzati da Maistro per parlare di altri delicati argomenti di attualità.

Il profilo dell’uomo, che era pubblico, è stato oscurato, ed ora la Questura di Rovigo sta svolgendo le “necessarie verifiche per accertare se chi ha pubblicato quei post sia il poliziotto” e “In caso positivo saranno valutate le sue responsabilità”. Il Codacons si è detto pronto a chiedere il suo licenziamento: “La violenza esplicita di queste dichiarazioni e gli insulti nei riguardi di alcuni personaggi pubblici raggiungono livelli davvero incredibili”, si legge in una nota dell’organizzazione.

Invece il poliziotto rivendica la libertà di pensiero, affermando di essersi espresso “senza offendere nessuno”. E’ però pronto a chiedere “scusa”, se lo ha fatto. Insomma, è’ già chiaro anche in un caso come questo che il “se l’è cercata” per le vittime di stupro, è un punto di vista duro a morire.

Intanto è previsto oggi l’incontro in carcere tra Mohamed Gueye e il suo avvocato Jacopo Stefani per decidere su un eventuale ricorso contro la detenzione.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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