Terrorismo, arrestati 9 tunisini che stavano per partire su un barcone diretti in Italia

in Cronaca

Nove tunisini aspiranti jihadisti sono stati fermati dalle autorità del Paese nordafricano, mentre erano in procinto di imbarcarsi per la Sicilia. Hanno tra i 21 e i 39 anni.

Da tempo l’allarme terrorismo in Italia riguarda anche soggetti provenienti dalla Tunisia. Nel gennaio 2018 lo sottolineava online il quotidiano britannico Guardian, che avrebbe ottenuto la lista di cinquanta sospettati dell’Isis giunti in Sicilia per compiere attentati qui e poi arrivare ad altri Paesi europei. Il documento era stato stilato dal segretario generale dell’Interpol e recapitato il 29 novembre del 2017 al nostro ministero dell’Interno, ben prima dell’insediamento di Matteo Salvini, la cui lotta senza quartiere all’immigrazione clandestina lo fa bollare come sempre bollare razzismo dal centrosinistra.

Alcuni di questi personaggi che comparivano nell’elenco, sarebbero stati identificati dalle autorità italiane. Un funzionario europeo dell’anti-terrorismo ha riferito al Guardian che i cinquanta tunisini sarebbero arrivati in Italia fra luglio e ottobre del 2017 a bordo di pescherecci o di piccole imbarcazioni poi abbandonate sulla spiaggia siciliana.

L’Onu ha fatto sapere che circa 5.500 persone di nazionalità tunisina sono andate a combattere per l’Isis in Siria e in Iraq. Quattro sono sicuramente già note ai servizi segreti europei.

La polizia, in particolare il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, all’epoca aveva affermato di non aver ricevuto documenti a riguardo dall’Interpol. Inoltre aveva sottolineato che la forte collaborazione tra Italia e Tunisia, aveva portato alla segnalazione di “un numero esiguo di persone”, poi rimpatriate. Smentite erano arrivate anche da Tunisi, il cui ministero dell’Interno ha dichiarato la notizia “infondata, in base ai dati a sua disposizione e alle indagini compiute dalle varie unità di sicurezza durante tutte le operazioni, anche segrete, che sono state condotte”.

Tuttavia il pericolo esiste, come dimostrano il blocco dei nove presunti terroristi appena fermati, altri arresti avvenuti sul nostro territorio e la presenza qui di attentatori in altri Paesi europei.

Il leader della Lega Nord, allora futuro ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini aveva dichiarato: “Non sono contento che 50 potenziali terroristi islamici siano in giro. Sono incazzato, siccome lo denunciamo da anni e ci dicevano che eravamo dei matti perché i i terroristi non arrivano in barca. E invece ora lo dice l’Interpol. Si tratta di arrivare al 4 marzo e di scegliere il cambiamento, io sono pronto a guidare il paese. Alla Marina va detto di soccorrerli tutti e riportarli indietro. Non sbarca la qualunque”.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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