Genova. Il crollo del ponte poteva essere evitato. Parla l’ing. Brencich

in Italia/Le Brevi

 

 

L’ingegnere Antonio Brencich, professore associato di Costruzioni in cemento armato all’Università di Genova, che già nel 2016 aveva parlato delle criticità del viadotto

“Ancora nei primi anni ’80 chi percorreva il viadotto era costretto a fastidiosi alti-e-bassi dovuti a spostamenti differiti delle strutture dell’impalcato diversi da quelli previsti in fase progettuale”. E a Piazza Affari si avvertono già le conseguenze del disastro

 

I Vigili del Fuoco impegnati a Genova fanno sapere che sale a 35 il bilancio dei morti per il crollo del ponte autostradale Morandi sul torrente Polcevera. Mentre il Capo della Protezione Civile Angelo Borrelli ha dichiarato: “Al momento del crollo transitavano 30-35 autovetture e tre mezzi pesanti”. Infatti i soccorritori hanno trovato diversi mezzi schiacciati sotto le macerie con persone morte all’interno. I mezzi coinvolti sarebbero decine.

Diverse auto sono incastrate e schiacciate tra le macerie del ponte mentre alcuni mezzi pesanti sono finiti nel torrente Polvecera. Tra le varie notizie sull’ennesima tragedia italiana che si stanno dando in queste ore ci ha colpiti una in particolare che abbiamo appreso da Radio Capital che ha intervistato l’ingegnere Antonio Brencich, professore associato di Costruzioni in cemento armato all’Università di Genova, che già nel 2016 aveva parlato delle criticità del viadotto: “Il ponte Morandi era continuamente in manutenzione: era affetto da gravissimi problemi di corrosione legati alla tecnologia che Morandi stesso aveva brevettato e che si è dimostrata fallimentare” e poi continuando con la sua valutazione l’ingegnere ha aggiunto: “Ancora nei primi anni ’80 chi percorreva il viadotto era costretto a fastidiosi alti-e-bassi dovuti a spostamenti differiti delle strutture dell’impalcato diversi da quelli previsti in fase progettuale.

Solo ripetute correzioni di livelletta hanno condotto il piano viario nelle attuali accettabili condizioni di semi-orizzontalità”. Peccato che questi personaggi illuminati e illuminanti vengano ascoltati sempre dopo le catastrofi e “disturbano” anche le più belle parole di solidarietà che si usano in questi casi come le parole del Presidente del Consiglio Conte che stasera sarà a Genova per far sentire la vicinanza dello Stato.

“Profondamente colpito dalla tragedia che ha interessato Genova, mi sono messo immediatamente in contatto con il ministro Danilo Toninelli, il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli e le autorità competenti – ha scritto Conte su Facebook -. Sono in costante aggiornamento con i responsabili dei soccorsi e tra qualche ora mi sposterò a Genova per seguire direttamente in loco il coordinamento delle attività e per portare la vicinanza di tutto il Governo alle vittime di questa tragedia e ai loro familiari. Ringrazio la macchina dei soccorsi che, come sempre, si è attivata prontamente e continua a operare con grande umanità e professionalità”

Intanto, Piazza Affari ha avuto un picco negativo: Atlantia, la controllante di Autostrade per l’Italia, a sua volta titolare della concessione del tratto di strada crollata, è stata sospesa dagli scambi già due volte e nel primo pomeriggio arriva a perdere oltre il 9% a 22,4 euro, salvo poi recuperare nel pomeriggio e chiudere in calo del 5,39%, “bruciando” quasi 1,1 miliardi di capitalizzazione.
C.P.

Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

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