Allarme legionella a Bresso, salgono a 26 i contagiati

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Lo rende noto l’amministrazione della cittadina oggi nel corso di una conferenza nella sala consiliare. Due nuovi casi, quindi, rispetto al bilancio di 24 che era stato dato ieri, compresi i tre morti dei giorni scorsi. L’epidemia di legionella, iniziata il 17 luglio a Bresso, ha messo in allarme tutto il Paese, ma il sindaco della città rassicura i cittadini spiegando che tutto è sotto controllo. Per la prevenzione è stata ordinata la sanificazione con il cloro degli impianti idrici degli immobili in cui sono stati accertati casi di infezione. Inoltre anche un pozzo, in via Lurani, nel comune alle porte di Milano è stato disinfettato grazie alla collaborazione con il gruppo Cap.
E dopo l’allarme sono iniziate tutti i controlli del caso. “Finora il laboratorio ha completato 3 gruppi di campionamento – ovvero nelle abitazioni di tre persone che hanno avuto la malattia sono state completate le analisi – e solo in una di queste si è verificata la positività della presenza del batterio in 4 punti della casa”, ha confermato Giorgio Ciconali, tecnico dell’Ats di Milano.
Come ha spiegato il tecnico dell’Ats, dopo i controlli nelle abitazioni degli infettati, il batterio, in concentrazione “pericolosa per la vita umana” si trovava “nella doccia, in vasca e in tutte le fonti presenti nell’appartamento, che contenevano legionella in quantità significative”. Negli altri due campionamenti la concentrazione era invece “inferiore a 100”, ovvero non pericolosa. Nelle case degli altri contagiati “non si è avuto ancora nessun riscontro”. Al momento nei laboratori dell’Ats sono presenti “98 piastre”, i cui risultati si avranno a partire da domani. Il campionamento sarà completato in 7-10 giorni.
E in conclusione della conferenza stampa, il tecnico dell’Ats, dopo tutte le rassicurazioni del caso, ha dichiarato che “si temono nuovi casi, ma siamo già nella fase della curva discendente dell’epidemia, questo dato rassicura, ma non tranquillizza finché non si identifica l’origine del fenomeno”. Una delle possibili spiegazioni all’epidemia di legionella a Bresso è che la sorgente del batterio che ha contagiato 26 persone potrebbe trovarsi in “punti o luoghi di aggregazione”, come centri commerciali, banche o uffici postali. A suggerire questa tesi la circostanza che le persone contagiate non abitano tutte nella stessa zona della cittadina e quindi la sorgente del contagio potrebbe trovarsi in luoghi molto frequentati, come centri commerciali, banche o uffici postali, dove vengono molto utilizzati i condizionatori, possibile veicolo del batterio.ilgiornale

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