Tre vittime per legionella nel milanese: inchiesta contro ignoti

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Nonostante i tre decessi causati dalla legionella, di cui due 90enni ed un 80enne, con ben 18 pazienti attualmente in cura e tutti infettati dal batterio in Lombardia, pare proprio che dalle analisi eseguite dal Gruppo Cap sia stata esclusa la presenza dello stesso batterio nell’acquedotto. Lo riporta nella giornata odierna il Giornale di Treviglio nell’edizione online, il quale aggiorna il bilancio delle vittime e coloro che invece restano ricoverati tra il Bassini di Cinisello Balsamo e l’ospedale Niguarda di Milano. Il Gruppo Cap che gestisce il servizio idrico della Città di Milano ha eseguito finora già ben 13 prelievi ma dai risultati non sembra essere affatto contemplata la presenza del batterio in acquedotto. “Le analisi continuano estendendo il raggio d’azione”, ha spiegato la società la quale da Bresso ora allargherà gli accertamenti anche ai comuni di Cusano Milanino e Cormano. Proprio Bresso è considerato l’epicentro di quella che per certi aspetti ha assunto le sembianze di una vera e propria epidemia, sebbene la Procura di Milano abbia aperto una inchiesta a carico di ignoti per fare luce sulla controversa vicenda. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

NESSUN BATTERIO KILLER

Le prime analisi fanno dire che a Bresso, nonostante la morte di tre persone e di 17 altre colpite, non c’è nessuna emergenza legionella. Lo dice la Procura di Milano che ha aperto una inchiesta a carico di ignoti e senza ipotesi di reato. Le analisi invece escludono la presenza del batterio nell’acquedotto, non si trova traccia di legionella insomma. Addirittura il comune ha detto agli abitanti che l’acqua si può tranquillamente bere. Se dunque non è legionella, ci sarà qualche altro batterio?  Il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano ha voluto, precisare che “non si tratta di un’emergenza, anche se chiaramente sul fatto che si ripresenti ciclicamente a Bresso faremo verifiche”. (Agg. Paolo Vites)

ALLARME IN LOMBARDIA

In Italia torna prepotente l’allarme Legionella con tre casi di morte nella zona di Bresso a Milano. Nel nostro paese sono circa 1500 i casi ogni anno con una diffusione abbastanza preoccupante. Ricordiamo che il nome della patologia deriva da un’epidemia che si vide nell’estate del 1976 in un albergo di Philadelphia tra un gruppo di veterani dell’American Legion da lì Legionella appunto. L’Istituto Superiore della sanità segnalò nel 2015 che in Italia i casi di legionella sono circa 1548, una media davvero molto preoccupante che evidenziò come il 78% di questi si verificava tra Emilia Romagna, Lombardia, Lazio, Toscana, Piemonte e Veneto. Ci troviamo ora di fronte a un problema a cui si deve assolutamente trovare un rimedio, cercando di evitare che le conseguenze possano essere anche pesanti sul nostro paese. Sono stati già disposti dei provvedimenti, staremo a vedere se saranno efficaci o ci sarà bisogno di ulteriori interventi. (agg. di Matteo Fantozzi)

COMUNE DI BRESSO ORGANIZZA TASK FORCE

Sono 18 i casi di contagio di legionella dovuta all’acqua inquinata dell’acquedotto di Bresso, oltre a tre vittime. Si tratta di anziani, un uomo di 94 anni e due donne, un’altra di 94 anni e una di 84, ricoverati all’ospedale Bassini di Cinisello e quindi deceduti. Il caso è legato a quello del 2014, quando ancora l’acqua inquinata a Bresso aveva provocato alcune vittime, evidentemente in tutti questi anni non si è fatto nulla per risolvere il problema. Adesso si stanno facendo analisi e campionamenti per capire come il batterio killer sia tornato in azione, mentre il comune indaga sulle abitazione dove sono avvenuti i decessi. “In accordo con il sindaco di Bresso, Simone Cairo, è stata costituita una task force presso il Municipio che sta coordinando gli interventi e fornendo le informazioni ai cittadini” ha intanto detto l’assessore regionale al welfare. I casi di legionella si verificano soprattutto in estate: si tratta di un un batterio che vive nell’acqua, tra i 25 e i 55 gradi. E si trasmette tramite le goccioline di vapore: il caso classico è la calura che si genera in bagno durante la doccia (Agg. Paolo Vites)

SALITE A TRE LE VITTIME

Corre ai ripari il comune di Bresso, dopo i numerosi casi accertati di Legionella, fra cui due pazienti deceduti. Al di là di un paziente di Cormano, tutti gli ammalati si sono verificati nella cittadina di cui sopra, e di conseguenze le autorità sono corse ai ripari. Il primo passo è la sanificazione degli impianti idrici dei palazzi e dei condomini, come già accaduto nel 2014, quando si verificò qualcosa di molto simile a quello che sta succedendo in queste ore. Tutti gli abitanti devono essere raggiunti dalle comunicazioni comunali, e come sottolineato dall’edizione online del quotidiano Il Giorno, sono state messe delle affissioni in molte zone della città, per aiutare i cittadini: «Stiamo affiggendo praticamente ovunque nella zona cittadina interessata dai casi – le parole del sindaco – il vademecum di come comportarsi con l’acqua vaporizzata. Ho dato mandato agli Uffici dei Servizi sociali di contattare il maggior numero di anziani conosciuti: è fondamentale arrivare a tutti. Ho chiesto ad Arpa Lombardia di verificare la qualità dell’aria in città. Infine ho chiesto ad Ats Milano che le campionature e i prelievi nelle abitazioni vengano effettuate subito, appena si viene a conoscenza che il proprietario è stato contagiato». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

2 VITTIME E 17 CASI

Ancora una vittima causata dalla Legionella a Bresso, nel milanese: sono già 17 i casi accertati del batterio nella zona, ma ciò che più preoccupa è che si stanno cominciando a contare i morti. Dopo un ultranovantenne, un’altra anziana praticamente coetanea della prima vittima, di 94 anni, è deceduta per le complicazioni dovute all’aver contratto il batterio, del quale non è stata ancora individuata la fonte, anche se sembra certo che sia stato contratto tramite l’acqua. Il consorzio dell’Acqua potabile della Città Metropolitana di Milana ha già effettuato controlli a campione in tredici diversi punti del capoluogo lombardo, ma è stato sempre riscontrato esito negativo rispetto alla presenza del batterio. Entrambi i decessi sono avvenuti presso l’ospedale Bassini di Cinisello Balsamo.

L’ALLARME DELL’ASSESSORE

Ma come adeguarsi al pericolo e cercare di evitare il contagio da Legionella? Lo ha spiegato l’assessore della Regione Lombardia al Welfare Giulio Gallera  “Oggi c’è una situazione critica, un’epidemia di legionella, 17 persone colpite e due morti. Abbiamo avviato da subito una task force per individuare la fonte dell’agente patogeno, ma ci sono dei comportamenti che è bene mantenere per evitare il possibile contagio, ovvero: pulire i filtri dei rubinetti, lasciare scorrere l’acqua e aprire le finestre quando si fa una doccia calda e pulire molto bene i bacini d’acqua stagnante, perché la legionella non si trasmette bevendo l’acqua o con il contatto personale, ma per inalazione“. Gallera ha comunque affermato che la Regione Lombardia ha messo in piedi una task force per il pericolo Legionella, per cercare di circoscrivere il fenomeno evitando così una possibile epidemia.ilsussidiario

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