Qatar e giornali italiani, amore a prima vista

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Il Qatar piace ai giornali italiani. La Stampa di Torino dedica ampio spazio al Mater Olbia, ospedale extralusso costruito dagli arabi in Sardegna, mentre sul Resto del Carlino oggi a parlare è l’ambasciatore di Doha in Italia. L’articolo sulla clinica in Sardegna finanziata dalle fondazioni del Qatar è pieno di sdegno per le lungaggini della burocrazia italiana che priverebbero i sardi di una struttura ospedaliera alla avanguardia, un investimento (fermo) che dovrebbe essere preso a modello da tutto il nostro sistema sanitario nazionale.

Sul Resto del Carlino l’ambasciatore di Doha invece tesse le lodi del suo Paese, impegnato verso i Mondiali di calcio del 2022, amico dell’Italia, che si batte per garantire il rispetto dei diritti umani e dei lavoratori impegnati nella costruzione delle strutture per il grande appuntamento sportivo dei prossimi anni. Il Qatar è un paese in prima fila nella lotta contro il terrorismo islamico, aggiunge l’ambasciatore ricordando l’attenzione che il presidente del consiglio Conte ha messo sulle relazioni bilaterali tra Roma e Doha.

A colpire in questi articoli, ma si potrebbero fare tanti altri esempi su stampa e media italiani, è la rappresentazione parziale che viene offerta ai lettori di questo Paese del mondo arabo dipinto come una sorta di filantropo globale e amico dell’Occidente. Non una parola sulle inchieste dei giornali locali sardi sulla costruzione del Mater Olbia e sul perché di questi costosi investimenti in Italia. Nessun commento a margine della lettera dell’ambasciatore sulle tante denunce fatte di recente da HRW sulle reali condizioni di lavoro in Qatar per i mondiali del 2022.

Lavoratori ridotti in schiavitù, centinaia di morti sul lavoro, uno sfruttamento senza tregua e senza ritegno della vita umana che ha fatto alzare i radar su quello che accade nel Paese arabo anche alla Santa Sede e a Papa Francesco. Perché i giornali italiani fanno i laudatores di un Paese che sostiene organizzazioni radicali come i Fratelli Musulmani ed è amico della teocrazia iraniana? Perché questo silenzio assordante sulle accuse rivolte all’emiro del Qatar, Al Thani, di aver tollerato l’avanzata dei fondamentalisti e del terrorismo di Al Quaeda e dell’Isis e di Hamas Mentre Doha si schierava con la coalizione occidentale nella guerra contro lo Stato Islamico?

La Fratellanza musulmana e i radicali islamici hanno bisogno di legittimarsi agli occhi dei governi e delle opinioni pubbliche occidentali. Costruire ospedali di lusso, la vetrina globale dei mondiali complice la FIFA, qualche paginata di giornale accondiscendente, sono tutti strumenti utili alla causa. Perché i giornaloni italiani non raccontano tutta la verità sul Qatar? Dove vanno a finire i mille rivoli dei finanziamenti che Doha ha destinato ai Paesi europei Italia compresa per legittimarsi come un Paese democratico e amico dell’Occidente? Giornalisti italiani cercasi.

L.M.

 

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