LA PUNIZIONE DI UN PADRE

in Attualita'
Un padre punisce il figlio bullo e posta il video della punizione sui social.
È giusto?
di Susanna Donatella Campione

Un padre punisce il figlio che si è comportato da bullo sullo scuolabus obbligandolo a andare a scuola a piedi e mentre segue con la sua automobile il ragazzino che corre verso la scuola gira un video nel quale spiega le ragioni della punizione.
Il video postato sui social suscita reazioni diverse: alcuni ritengono giusta la punizione ma non condividono che sia stata resa pubblica postando addirittura un video, altri concordano sulla divulgazione della vicenda sui social come indicazione per altri genitori.
Qualcuno parla di umiliazione inflitta al ragazzo, qualcun’altro  suggerisce che sarebbe stato opportuno che il bullo si fosse scusato con l’autista dello scuolabus e con i compagni di scuola vittime dei suoi atteggiamenti.
Altri arrivano a sostenere che il padre avrebbe dovuto correre con il figlio per parlargli.
L’argomento solleva opinioni molto diverse che fanno emergere una grande incertezza da parte dei genitori sui provvedimenti da prendere nei confronti dei figli che assumono comportamenti da bulli.
Per chiarire alcuni aspetti del problema che attualmente affligge la scuola e la famiglia ho incontrato la Prof. Giovanna Pini, pedagoga, docente di teatro di animazione all’università Roma Tre, presidente del Centro Nazionale Contro il Bullismo-Bulli Stop.

D. Prof., è giusta la punizione data da questo padre?
R. È giusta se è stata preceduta da un colloquio tra padre e figlio per capire i motivi del comportamento del ragazzo.

D. Cosa pensa del video che riprende il ragazzo che va a scuola a piedi, correndo, postato sui social?
R. Non condivido che la punizione data venga resa pubblica perché diventa un’umiliazione per il ragazzo.
I compagni di classe potrebbero prenderlo in giro per questo, rendendolo a sua volta vittima.
Se il padre ha comportamenti aggressivi il figlio sviluppa reazioni aggressive creando una spirale dalla quale è difficile uscire.

D. Le punizioni hanno anche la funzione di educare o sono soltanto una sanzione?
R. Servono a educare, purché, come dicevo prima, vengano date dopo che il genitore ha spiegato al figlio le motivazioni della punizione.
D. Come siamo arrivati a episodi così frequenti e violenti di bullismo?
R. La famiglia non è più il luogo nel quale i figli trovano certezze e riferimenti. I genitori non ascoltano più i figli e i ragazzi trascorrono sempre più tempo su internet, in solitudine.
Tutto questo ha inasprito e intensificato gli episodi di bullismo.

D. Qual è il ruolo che la famiglia deve svolgere in questi casi?
R. I genitori devono osservare con attenzione i comportamenti aggressivi dei figli, capire cosa c’è dietro un atteggiamento da bullo. Spesso si tratta di fragilità legate a momenti di difficoltà del ragazzo. È su queste fragilità che la famiglia deve intervenire con amore e fermezza.