Sci, Paris vince di prepotenza nella libera di Bormio. L’Italia scaccia la crisi

in Le Brevi

Stufo di sentir parlare di crisi, di forma distante dai giorni migliori, Dominik Paris, 28 anni della Val d’Ultimo, ha risposto con una grande prova: ha vinto la libera di Bormio, sulla Stelvio, pista difficile e insidiosa, lavorata a lungo nella notte per la copiosa nevicata. Festeggia l’Italia che ritrova il suo uomo-jet, il carico da novanta, talento cristallino partito in sordina all’inizio della stagione esploso su uno dei tracciati più classici della Coppa del mondo.

Un trionfo importante e prepotente davanti all’asso norvegese Aksel Svindal (a 0”04) e al compagno di squadra Kjetil Jansrud (a 0”17) . Sulla picchiata di tre chilometri, acido lattico che ti inchioda, Paris regala emozioni, atterra sulla gamba destra alla Bode Miller e scende con una potenza degno del campione qual è. «La pista di Bormio è la più faticosa perché senti le gambe che bruciano. Kitzbuehel? Lì devi stare sempre concentrato non puoi sbagliare».

È il successo scaccia crisi. Dopo tredici gare senza podio, a quasi un mese dalle Olimpiadi della Corea del Sud, i discesisti, il faro della Nazionale, hanno dato le risposte che tutti aspettavano. E soprattutto Paris ha ritrovato condizione dopo i problemi alla schiena che hanno caratterizzato le prove in Canada e quella in Val Gardena: «Sto bene e ho trovato il feeling giusto». Per lui è il nono successo in coppa del mondo , tutte in velocità e la seconda a Bormio: sulla Stelvio vinse anche nel 2012, sempre in discesa ((tre a Kitzbuehel, 2 in discesa e una in superG). Oltre al sorriso ritrovato Dominik aggiunge una perla importante alla sua collezione che ha 20 podi. E, nella stagione che aspetta i Giochi invernali, è davvero un segnale importante.  L’astampa

Gli altri azzurri: Peter Fill è 13° (1”29) e Christof Innerhofer 14° (1”31). Il direttore tecnico della squadra, Max Carca, l’aveva detto: «Basta critiche, i risultati arriveranno, abbiamo fatto tutto quello che dovevamo. Il risultato è arrivato».