Yemen: ex presidente Saleh ucciso. Le milizie houthi mostrano il video, il partito conferma: ucciso da cecchino

in Esteri/MAIN

Si alza la tensione in Yemen dove gli houthi hanno fatto saltare in aria la casa dell’ex presidente yemenita Ali Saleh. Le forze ribelli hanno poi annunciato la morte si Saleh sostenendo di essere in possesso di un video in cui si vede un cadavere che è proprio quello dell’ex presidente. La tv Al Hadath ribadiva «Saleh sta bene e sta conducendo la sua battaglia» ma alla fine è arrivata la cofnerma dal partito: «È stato ucciso da un cecchino»

La morte del presidente

La morte del presidente Saleh arriva dopo che proprio il deposto presidente aveva annunciato la fine dell’alleanza che aveva stretto con i miliziani sciiti houthi. La capitale Sana’a è teatro da giorni di violenti scontri tra i ribelli houthi e i sostenitori dell’ex presidente. Testimoni oculari avevano riferito che la casa dell’ex presidente era stata fatta saltare in aria tanto che si era subito diffusa la notizia della morte dell’ex presidente.

La conferma del partito

In un primo momento la televisione di Stato iraniana in arabo, al Alam, e altri media iraniani e vicini all’Iran affermavano che Saleh era stato ucciso mentre fuggiva dalla capitale Sana’a. Al Alam ha pubblicato anche immagini che ritraggono «il corpo senza vita di Saleh», avvolto in una coperta, mentre viene caricato su un camioncino. Ma la tv panarabo-saudita al Arabiya continuava a sostenere «Saleh sta bene». Poi la conferma dello stesso partito dell’ex presidente Ali Abdallah Saleh: «è stato ucciso a colpi di arma da fuoco a sud di Sana’a».

L’appello dell’Onu

Intanto continuano gli scontri nella capitale, per il quinto giorno consecutivo, portando il numero dei morti a 125, mentre i feriti – secondo quanto riferito dal Comitato Internazionale della Croce Rossa – sarebbero 238. Le tensioni sono sfociate in moti di violenza e rappresaglie da guerra civile dopo che gli houthi hanno cercato di arrestare un ufficiale di Saleh accusato di aver attaccato una loro pattuglia. Le Nazioni Unite invitato ieri tutte le parti in conflitto nel paese mediorientale a «porre fine alle violenze e assicurare la protezione dei civili». «Sono profondamente preoccupato per la situazione di Sanaa», ha scritto McGoldrick sul suo profilo Twitter. «I rapporti iniziali indicano decine di civili uccisi e centinaia di feriti nei combattimenti in corso», ha aggiunto. corriere.it «Molti civili sono intrappolati nelle proprie case». McGoldrick ha invitato tutte le parti a «rispettare le leggi internazionali», assicurando la protezione dei civili.

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