Siria e Russia accusano Washington di fomentare il conflitto

in Le Brevi

a cura di Martina Margaglio

La Siria e la sua alleata Russia hanno accusato gli Stati Uniti di fomentare i ribelli che da tempo lottano contro il governo di Bashar al-Assad, agendo in questo modo in loro sostegno. La denuncia delle due alleate è arrivata nella giornata di ieri, subito prima la votazione di una risoluzione delle Nazioni Unite sugli aiuti umanitari il cui voto è previsto per sabato. La disputa tra Russia e Stati Uniti è riemersa dopo il fallimento della Conferenza di Ginevra che mirava ad instaurare una nuova sessione di negoziati tra regime e opposizione, volti a porre fine al conflitto devastante che in tre anni ha provocato oltre 140 mila morti, secondo i dati raccolti da una Ong, e spinto alla fuga milioni di siriani. Assad in quell’occasione era stato accusato dalla Giordania di voler mescolare il fronte della ribellione siriana a sud, al confine con il regno di re Abd Allah II, con il sostegno di Stati Uniti e Arabia Saudita. I ribelli siriani nel sud del paese si erano detti pronti per una grande offensiva su Damasco e in migliaia, addestrati in Giordania per oltre un anno dagli Stati Uniti e da altri paesi occidentali, hanno partecipato all’assalto. In occasione dell’incontro della settimana scorsa con il re di Giordania, il presidente americano Barack Obama aveva espresso il desiderio che fosse incrementata la pressione su Assad, e John Kerry, Segretario di Stato degli Stati Uniti, aveva accusato Mosca di “promuovere l’escalation” del presidente siriano a Ginevra. Dal canto suo Sergei Lavrov, Ministro degli Affari Esteri della Russia, in visita a Baghdad, ha detto che “i nostri partner dicono che non sconfiggeremo il terrorismo in Siria finché Assad sarà al potere”, ma che questa posizione “non farà altro che incoraggiare gli estremisti che finanziano il terrorismo. E alla fine, porterà a nulla se non una escalation nel conflitto”. Tali contrasti hanno finora impedito qualsiasi soluzione politica della guerra, e sono destinati a ripetersi nuovamente in un voto del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite su una bozza di risoluzione che è volta ad ottenere un miglior accesso umanitario occidentale in Siria, alla luce del progressivo peggioramento delle condizioni di sicurezza nel paese. Nella fattispecie il testo della risoluzione, non condiviso dalla Russia, richiede l’impegno di tutte le parti, in particolare delle autorità siriane, affinché si consenta la creazione di un corridoio umanitario veloce, libero e sicuro per l’accesso degli operatori delle Nazioni Unite e dei loro partner. Un pieno consenso sulla bozza di risoluzione tra i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza per il momento non ci sarebbe, ma in caso di approvazione il documento potrebbe diventare la base per i successivi accordi sulla soluzione pacifica della situazione nel Paese. Allo stato attuale è difficile immaginare una mediazione in quanto proprio la Russia, alleata di Damasco, non ha aderito al testo nonostante i negoziati tra l’Occidente e Mosca, e non ha neppure dato un’indicazione affidabile sulle sue intenzioni.

venerdì, febbraio 21st, 2014

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