Congo, sparatoria a Kinshasa, le famiglie italiane chiedono aiuto

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Sale la tensione a Kinshasa, capitale della Repubblica democratica del Congo, dove 40 ribelli sono stati uccisi negli scontri con le truppe governative dopo il tentato assalto degli irregolari alla tv statale, all’aeroporto e allo Stato maggiore. Anche l’apprensione delle famiglie italiane bloccate da un mese e mezzo nello stato africano per la vicenda delle adozioni, cresce di ora in ora. Gli scontri non si limitano alla capitale. L’esercito della Repubblica Democratica del Congo si è scontrato con i ribelli fedeli al leader religioso Paul Joseph Mukungubila anche nella città mineraria di Lubumbashi, nell’ovest del paese. Lo ha riferito un funzionario governativo, poche ore dopo i violenti scontri avvenuti nella capitale. Le truppe governative hanno attaccato la chiesa di Mukungubila nel centro della città situata nella provincia del Katanga, ricca di giacimenti di rame. I genitori, che al momento si troverebbero nell’orfanotrofio con i bambini, raccontano che dall’aeroporto si sentono spari e hanno chiesto alle autorità italiane di poter partire con i piccoli usando passaporti diplomatici temporanei per i cittadini stranieri in situazioni di emergenza. La risposta delle autorità italiane, riferiscono i genitori, sarebbe però di diniego. Il ritorno, tanto atteso in vista del Natale, slitta ancora mentre lo scenario in Congo si fa sempre più preoccupante.

Veronica D’Agostino

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