Processi troppo lenti, lo Stato deve risarcire 340 milioni di euro

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Tante, troppe le criticità con cui da molti mesi i tribunali italiani si trovano a dover fare i conti. Prima fra tutte la carenza cronica di personale che, di fatto, rallenta i tempi dei procedimenti. Accade spesso, ultimamente di vedere udienze preliminari rinviate perché magari il gup è stato gip nella fase precedente. Da tempo si parla dell’arrivo di giudici di prima nomina e naturalmente si spera che in tal modo si possa in qualche modo superare l’emergenza che si è determinata. Un obiettivo da raggiungere per il quale l’Ordine degli avvocati è da sempre in prima linea, per tornare a far funzionare il tribunale a pieno ritmo.

La riforma dell’anno scorso ha modificato la legge Pinto che ha dato la possibilità di fare ricorso per ottenere ‘un’equa riparazione’ a chi subisce un danno patrimoniale o non patrimoniale per i processi che sfiorano il termine ragionevole di durata stabilito dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo (Cedu). Nella pratica, le lentezze processuali sono uno dei punti deboli del sistema giudiziario italiano.


L’ammontare degli indennizzi che lo Stato deve risarcire alle vittime della giustizia, ad oggi, è di 340 milioni di euro. Un numero, questo, molto probabilmente destinato a crescere.

Veronica D’Agostino


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