Sud Sudan, miliziani assaltano la base dell’Onu

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È guerra civile in Sud Sudan. Nelle ultime ore la situazione è precipitata e la base della missione Onu “Unmiss” ad Akobo è stata attaccata dai miliziani. Tre caschi blu indiani sono rimasti uccisi: lo ha confernmato l’ambasciatore indiano all’Onu, Asoke Mukerji. Le Nazioni Unite avevano perso i contatti con la loro sede e il vice segretario generale dell’Onu, Jan Eliasson, aveva confermato un assalto compiuto dagli uomini di etnia Nuer, fedeli all’ex vice presidente Riek Machar. «La nostra base ad Akobo, nello Stato di Jonglei, è stata attaccata e abbiamo notizie che delle vite sono andate perdute. Non abbiamo dettagli in merito». La conferma delle vittime è arrivata nella serata di giovedì.
Un velivolo dell’Aeronautica militare proveniente dal Sud Sudan atterrerà a Ciampino con a bordo i 34 cittadini italiani e gli altri europei evacuati dal Paese stamattina. L’operazione è stata coordinata da funzionari dell’Unità di Crisi della Farnesina, che si sono recati appositamente a Juba, la capitale. Da circa 24 ore la città di Bor, a nord di Juba, è nelle mani dei soldati assoldati da Machar, che oggi in un’intervista all’emittente francese Rfi ha definito un dittatore il presidente Salva Kiir (esponente dell’altra etnia rivale, i Dinka) e ha affermato che con lui potrà soltanto trattare le condizioni di una sua abdicazione. Ha poi sollecitato tutto l’Esercito per la liberazione del Sudan (Spla) a ribellarsi e a destituirlo. Il portavoce dell’Onu Farhan Haq ha ha aggiunto che «l’Onu si occuperà del personale disarmato da Akobo, inviando domani 60 truppe da Malakal». Haq ha quindi aggiunto che l’obiettivo dell’attacco potrebbero essere proprio i civili che hanno cercato rifugio nella sede delle Nazioni Unite, aggiungendo di aver capito che coloro che hanno trovato riparo sono di etnia Dinka, la stessa del presidente Kiir . Human Rights Watch denuncia che i soldati sudsudanesi fedeli al presidente Kiir hanno ucciso indiscriminatamente decine di civili a Juba, prendendo in particolare di mira l’etnia rivale dei Nuer. Kiir e i soldati a lui fedeli appartengono all’etnia dei Dinka. Secondo le testimonianze raccolte da Hrw, i soldati hanno aperto il fuoco su aree residenziali densamente popolate.

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