Stabilità, sì alla fiducia al Governo

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Con 350 sì, 196 no e un astenuto il governo ha incassato la fiducia dell’aula della Camera sul ddl Stabilità. Ma il cantiere delle norme ad esso connesse resta aperto: arriverà a breve un decreto per correggere le detrazioni sulle imposte che riguardano la casa, in particolare la Tassa sui servizi indivisibili dei Comuni, quelli che vanno dall’illuminazione al verde pubblico passando, per esempio, dalla manutenzione delle strade (la Tasi). 500 milioni sono già previsti in dotazione ai Comuni, ma secondo quanto annuncia il ministro per gli Affari regionali, Graziano Delrio, si arriverebbe a circa 1,3 miliardi. Dal vertice Ue, invece, il presidente del Consiglio, Enrico Letta, spiega che c’è un altro provvedimento al quale il governo lavora: “Nelle prossime settimane ci sarà un provvedimento del governo sui capitali illegalmente esportati”.
Mentre alla Camera si arriva alla stretta finale con la fiducia chiesta dal governo, il ministro Delrio spiega dunque che è in arrivo un nuovo decreto per correggere le detrazioni alla Tasi per le famiglie previste nella legge di Stabilità e coprire il mancato gettito ai Comuni di circa 1,2-1,3 miliardi. Il governo prova in questo modo a uscire dall’angolo nel quale è stato messo dai sindaci di tutta Italia, che hanno lanciato una raffica di dichiarazioni contro l’esecutivo di Enrico Letta denunciando la mancanza di fondi derivante dalla riorganizzazione dell’Imu nella nuova imposta, la Iuc. Al di là delle detrazioni, uno dei problemi tecnici derivati dalla Iuc è che deve tenere insieme sia la vecchia Imu che la tassa sui servizi; ma l’aliquota massima del 10,6 per mille è già stata raggiunta in molti Comuni con la sola Imu. In quei casi, dunque, non ci sarebbe spazio l’anno prossimo per inserire anche la Tasi. Mentre procedono i lavori della Camera, un altro esponente del governo, il titolare dell’Economia Fabrizio Saccomanni, ha difeso la Manovra e spiegato a Radio Anch’io che “come impostazione è rimasta sostanzialmente invariata” e rappresenta “un punto di inversione rispetto alle finanziarie del passato”.