Il dubbio di Alfano: abbandonare il Governo o seguire la sorte di Fini

in MAIN/Politica

A un mese dalla separazione da Silvio Berlusconi, Angelino Alfano, leader del Nuovo Centrodestra, è già a un bivio. La prima opportunità è rimanere fedele alla linea che ha segnato la nascita del suo partito: sostenere l’esecutivo e mantenere il patto di stabilità governativa con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Ma è una politica che costa: stare al governo sta erodendo la sua base elettorale (gli ultimi sondaggi registrano Ncd intorno al 4 per cento), mentre entro i confini del partito si registrano i primi scettici tentati dalla trasmigrazione in Forza Italia. La seconda sarebbe mollare il governo è tornare tra le braccia del Cavaliere, che si sarebbe pure detto pronto a riaccoglierlo.

 Il governo è in acque agitate, mentre i Forconi scuotono le piazze del Paese. Sostenere questo esecutivo non è popolare, e Alfano se ne sta rendendo conto.  Il primo confronto pubblico tra Alfano e  il neosegretario del Pd Matteo Renzi, qualche giorno fa in occasione della presentazione dell’ultimo libro di Bruno Vespa, ha fatto segnare al sindaco di Firenze parecchi punti in più. Ma il principale cruccio per Angelino resta la possibilità che faccia saltare il governo per primo: che per Matteo la longevità dell’esecutivo Letta non sia una priorità è noto. Se Renzi dovesse assumersi per primo la responsabilità del ritorno alle urne, per il vicepremier sarebbe difficile recuperare consensi e credibilità. E lo spettro di Fini, acclamato dalle folle alla prima convention Fli diMirabello e poi velocemente scivolato verso l’oblio, si farebbe molto più concreto.

Ultime da MAIN

Vai a Inizio pagina