Lampedusa, una militare italiana di origine marocchina per aiutare i migranti

in Le Brevi

L’Esercito Italiano, ha inviato a Lampedusa per favorire la comunicazione con i migranti che arrivano sull’isola, anche una sottoufficiale origine marocchina e l’altro di origine eritrea.

“Il fatto di conoscere la loro lingua fa in modo che le persone si avvicinino, mi chiedano di tradurre, di sapere come si dice una certa parola in italiano”, ha spiegato ad Adnkronos la caporalmaggiore Ahlame Boufessas. Per esempio lei le aiuta a parlare con i medici, quando ne hanno bisogno, e fa da interprete soprattutto  alle donne nel centro di accoglienza.

“Sono persone che sanno anche l’inglese e il francese, e ora vogliono imparare l’italiano”, ha assicurato, e certo sapere che c’è un militare italiano che parla in arabo rende i migranti “contenti, li rassicura e li incuriosisce, anche se la battuta più ricorrente riguarda il mio cappello da alpino: mi chiedono perché è diverso da quello degli altri colleghi che portano il basco”.

Ahlame è soddisfatta di ciò che fa: “l’esperienza umanitaria è molto bella, io mi sento utile e loro si sentono molto rassicurati”. “Mi ha sempre affascinato, così come mi rende orgogliosa di appartenere alle forze armate e rappresentare lo Stato italiano”, ha dichiarato.

Lei però non è la sola giovane di origine marocchina ad indossare la nostra divisa: nel 2008, con Alhame,  entrata negli Alpini anche un’altra ragazza, Nabila El-Habachi. Alcuni media avevano dato spazio alla sua storia positiva, d’integrazione riuscita, anche perché i genitori hanno sempre incoraggiato la figlia.

Alessandra Boga

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