Arrivano i primi aiuti a Manila, l’intero mondo si mobiliti per soccorrere i sopravvissuti

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Stanno iniziando ad arrivare i soccorsi da tutto il mondo verso l’arcipelago delle Filippine, devastato dal ciclone Haiyan che, stando alle prime stime, ha causato più di 10mila morti. L’attenzione ora però deve essere spostata ai sopravvissuti che, stando alle fonti locali, si muovono come zombie in cerca di aiuto. Medicine, cibo e acqua sono infatti insufficienti e il presidente Benigno Aquino ha dispiegato centinaia di soldati nella città costiera di Tacloban per contrastare i saccheggi. Scene apocalittiche arrivano però anche da altre regioni che ancora non sono state raggiunte dai soccorsi. Il governo non ha confermato la stima di 10.000 vittime fornita da diversi amministratori pubblici del fine settimana, ma il bilancio di Haiyan, uno dei tifoni più violenti mai registrati nella storia, è chiaramente più alto del dato ufficiale di 255 morti. Le forze armate nelle Filippine centrali hanno riferito di 942 vittime. Le Nazioni Unite hanno detto che a Tacloban, la città a 580 km a sudest di Manila investita dal tifone venerdì scorso, sono stati seppelliti in una fossa comune dai 300 ai 500 corpi. Sono decine i cittadini che si accalcano ai cancelli dell’aereoporto sperando di trovare aiuto. La città infatti dipende unicamente dai soccorsi e tre aerei da trasporto militari provvedono all’evacuazione dei sopravvissuti. Decine di cittadini si accalcano ai cancelli dell’aeroporto. Le stime dell’Onu parlando di oltre 600mila sfollati che ora hanno bisogno di acqua, cibo, medicinali e soccorsi umanitari. La comunità internazionale si è subito mobilitata per inviare aiuti alle Filippine tuttavia, la consegna dei primi aiuti di emergenza è risultata difficile a Manila, a fronte del caos che regna nella regione. Da parte sua, la Commissione europea ha messo a disposizione 3 milioni di euro per le operazioni di soccorso mentre il Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha promesso l’immediato intervento delle agenzie Onu “per assistere le persone che ne hanno bisogno”. Sabato scorso il Programma alimentare mondiale (Pam) ha inviato una squadra di valutazione nella città di Tacloban, una delle più colpite, e ha organizzato il trasferimento di 40 tonnellate di aiuti alimentari sotto forma di biscotti proteici. Un aereo cargo dell’Unicef, con a bordo 60 tonnellate di prodotti, tra cui tende e medicine, è atteso domani nelle Filippine. L’Unicef invierà anche attrezzature sanitarie e depuratori d’acqua. Si spera che gli aiuti siano immediati e tempestivi, per cercare almeno di tutelare tutti coloro che sono sopravvissuti a quella che deve essere definita una vera e propria ecatombe.

Costanza Moretti

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