La Grande Moschea di Roma

Nel mondo arabo si celebra l’Eid

in Le Brevi
La Grande Moschea di Roma

a cura di Martina Margaglio

Oggi si celebra l’Eid, in arabo Eid Al-Adha, ossia la “festa dell’offerta (a Dio)”, nonché la più importante ricorrenza del mondo islamico. Per l’occasione i musulmani si riuniscono in preghiera nelle piazze e nelle moschee. Secondo alcune scuole giuridiche islamiche per i fedeli vi è l’obbligo di partecipare alla cerimonia, mentre secondo altre è solo raccomandabile. In tali giorni è vietata qualsiasi tipo di ascesi e di digiuno, essendo considerati questi i “giorni della letizia”. La preghiera, per la quale non c’è alcun richiamo, inizia quando il sole raggiunge l’altezza di una lancia all’orizzonte e finisce quando il sole raggiunge lo zenit. La ricorrenza ricorda l’episodio del Corano, raccontato anche nella Bibbia, in cui Dio mette alla prova la fede del profeta Abramo e dalla sua famiglia, chiedendogli prima di sacrificare suo figlio Ismaele e poi, una volta riconosciuta la sua fede, di offrirgli come sacrificio un agnello. È quindi la festa della fede per eccellenza, e della totale e indiscussa sottomissione a Dio. Per questo motivo la ricorrenza viene celebrata con il sacrificio di agnelli, montoni, mucche, cammelli, a seconda del luogo in cui ci si trova, che vengono per tradizione sgozzati per permettere al sangue di defluire. Secondo la shari’a, la legge islamica, l’animale deve essere adulto ed integro, per poi essere ucciso recidendo la vena giugulare per consentire al sangue di defluire. Inoltre deve essere sgozzato da un uomo in stato di purità legale, pronunciando la formula: “Nel nome di Dio. Dio è il più grande”. La carne viene divisa in tre parti uguali, una delle quali viene consumata subito tra i famigliari, un’altra va conservata e consumata in seguito, mentre la terza parte viene destinata ai quei poveri della comunità che non hanno i mezzi economici per acquistarla. Durante la preghiera viene recitato per sette volte il takbir (Allah è grande) e si continua poi con la lettura di alcune sure del Corano, le 114 ripartizioni testuali in cui è diviso il testo sacro. Il centro della celebrazione dell’Eid è la cittadina di Mina, a poche miglia dalla Mecca, nonché il luogo in cui vi sono i tre pilastri che rappresentano il demonio (Iblis) e che sono presi a sassate dai Musulmani durante l’Hajj (il sacro pellegrinaggio alla Mecca). Nello stesso giorno in cui inizia l’Eid si conclude l’Hajj, che ogni anno attira milioni di musulmani nella città santa.
 In tutto il mondo arabo questi sono giorni caratterizzati ovunque da fuochi d’artificio, banchetti familiari, spettacoli e scambi di dolci e di doni. Da Tehran a Kathmandu passando per la ricca Abu Dhabi, tutto il mondo musulmano, e tutti i musulmani sparsi nel mondo, festeggia la fine del Ramadan. E se in Iraq la festa è vissuta nella paura degli attentati, i profughi siriani nel campo di Zaatari, in Giordania, pregano per la fine del conflitto nel loro Paese. Questa mattina in Marocco, re Mohammed VI, accompagnato dal principe ereditario Moulay Hassan, i principi Moulay Rachid e Moulay Ismail e lo sceicco Mohammed Bin Zayed al-Nahyan (principe ereditario di Abu Dhabi e Vice Comandante Supremo delle Forze Armate degli Emirati Arabi Uniti), ha partecipato alla preghiera dell’Eid al-Adha presso una moschea della capitale Rabat.

 

mercoledì, ottobre 16th, 2013

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